E de Magistris attacca
la comunità ebraica di Napoli

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Il sindaco di Napoli de Magistris e l’assessore De Majo

di Gerardo Verolino –

I rapporti tra la comunità ebraica di Napoli e il sindaco de Magistris non sono mai stati idilliaci. Durante i nove anni della sua gestione, de Magistris ha, surrettiziamente, d’imperio, di sua sponte, come un piccolo dittatorello sudamericano, “schierato” il Comune, senza aprire un confronto con i cittadini, sulle posizioni care ai filo-palestinesi, rendendo Palazzo San Giacomo come un’enclave di Al-Fatah, e facendo passare l’idea che tutta la città di Napoli sia allineata alle sue posizioni e ci tenga a parteggiare per i palestinesi.

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Gerardo Verolino

Una tesi assurda e discutibile, che non trova nessun riscontro concreto con la realtà. Ma, addirittura, talvolta si è spinto ben oltre una semplice scelta di campo se si pensa che ha concesso una sala del Comune per la proiezione di un documentario intitolato, inequivocabilmente, come “Israele, il cancro” o quando ha deciso di conferire una cittadinanza onoraria ad un terrorista palestinese, Bilal Kayed, un militante del Fronte popolare per la liberazione della Palestina, che aveva trascorso già 14 anni nelle carceri israeliane. I rapporti dunque tra il sindaco e la comunità ebraica sono sempre stati difficili.

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Ma, dopo la recente nomina di una ragazza proveniente dal centro sociale Insurgencia, Eleonora De Majo, ad assessore alla cultura, al posto del pacato predecessore, Nino Daniele, una che è salita alle ribalta delle cronache di tutti i giornali per alcune sue espressioni sconce riferite agli israeliani, i rapporti, si sono azzerati.

E dal giorno della nomina, per l’atteggiamento di sfida che tanto il neo-assessore quanto il sindaco, hanno assunto nei confronti della comunità ebraica di Napoli, i rapporti, si sono inaspriti ancora di più, in una deriva che sembra inarrestabile.

Dopo le polemiche scaturite dalle sue dichiarazioni, e di cui si è occupata tutta la stampa nazionale, la De Majo, non ha mai pronunciato una parola di scusa per le frasi volgari usate contro gli israeliani, ha sempre rintuzzato, stizzita, alle critiche che le sono piovute addosso; non le è mai passato per la testa l’idea che possa aver commesso, quantomeno, un’ingenuità con quell’uso così disinvolto di termini inappropriati, che mal si conciliano col suo nuovo ruolo istituzionale.

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La cittadinanza onoraria ad Abu Mazen

Ma, come detto ha, continuato, imperterrita, ad accusare la comunità ebraica che aveva chiesto le sue dimissioni (o almeno le sue pubbliche scuse) dicendo che si comporterebbe in modo “intellettualmente disonesto” e producendosi in una distinzione capziosa tra anti-sionismo ed anti-semitismo che, a suo dire, sarebbero due cose diverse e per questo l’assolverebbero da ogni accusa.

Tesi balzana che offende ogni ebreo. Resta da capire, comunque, in quale ambito lei pensa che possa rientrare definire gli israeliani come “porci”.

Per questi motivi, per l’ottusa chiusura della De Majo (col silenzio-assenso del sindaco e, purtroppo, dell’intera Giunta) ad ogni forma di autocritica, che potesse aprire uno spiraglio di dialogo, la comunità ebraica napoletana, ha deciso di disertare le manifestazioni nelle quali è presente l’assessore alla Cultura, come nella recente cerimonia per le Pietre d’inciampo in Piazza Bovio, e per le commemorazioni pubbliche per il Giorno della Memoria.

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Per la qual cosa, la comunità, si è vista costretta a indire una propria, autonoma, manifestazione, tanto per le Pietre d’inciampo in ricordo degli ebrei napoletani perseguitati sotto il nazismo, giovedì 30 Gennaio, alle 10.45, a Piazza Bovio, per ricordare le famiglie Procaccia, Pacifici, e Molco; che per il Giorno della Memoria, alle ore 11.45, in via Luciana Pacifici. Una decisione che dovrebbe far arrossire di vergogna la Giunta e il Consiglio comunale di questa città. Una roba mai vista da nessuna parte.

E che, in ogni caso andrebbe rispettata in silenzio dal Comune, in attesa che, magari, si sbollano i rancori, e possa riaprirsi, un giorno, un canale di comunicazione con gli ebrei di Napoli. Così si comporterebbero altrove. Invece, altro che silenzio!

Il giorno in cui si ricordano gli ebrei vittime della persecuzione nazista, in una pubblica piazza, il sindaco de Magistris, ritorna, inaspettatamente, sull’argomento è accusa, in modo velato e poi in modo più chiaro nelle successive interviste alla stampa, nelle quali asserisce che “oggi chi non c’è ha torto”, la comunità ebraica di aver assunto una “posizione strumentale” rispetto alle commemorazioni organizzate dal Comune nel Giorno della Memoria.

Un insulto gratuito e fuori luogo. Gli ebrei sul Giorno della Memoria, non fanno nessun uso strumentale a fini politici. Ma cosa dice? Insomma, de Magistris è stato capace di litigare con gli ebrei, mancando loro di rispetto, anche nel giorno in cui commemorano i propri defunti tragicamente morti durante la Shoah. Un comportamento che si commenta da solo

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