E il M5S vuole “aprire”
alla finanza islamica

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La Islamic Development Bank

di Stefano Piazza –

Anche in Svizzera, paese delle banche per eccellenza, la finanza islamica è attiva con la Dar Al Maal / La Casa del denaro islamico di Ginevra, filiale del gruppo Fayçal Islamic Bank Group. La banca venne fondata da un principe saudita il cui fratello Turki Ibn Fayçal fu a lungo capo dei servizi segreti sauditi.

Stefano Piazza 2

Stefano Piazza

Dar al-Baraka (la «casa della benedizione») è stata creata dallo sceicco Saleh Abdullah Kamel, su richiesta del re dell’Arabia Saudita del quale è cognato. La banca è diventata, con il nome Islamic Development Bank, la principale banca islamica mondiale. Non è solo la banca preferita dalle comunità islamiche in Europa, ma anche un potente strumento di “soft power”.

Maurizio Bernardo

Maurizio Bernardo

E l’Italia? Nel 2017 Maurizio Bernardo, all’epoca presidente della commissione Finanze della Camera, presentò una proposta di legge che chiedeva il via libera sui mercati finanziari italiani dei sukuk e degli altri strumenti della finanza islamica in Italia.

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Al momento la proposta non ha avuto ancora seguito ma qualcosa si sta muovendo: il Movimento 5stelle guarda alla finanza islamica con grande interesse se è vero che la sindaca pentastellata di Torino, Chiara Appendino, dal 2014 ha aperto le porte alla finanza islamica con il Tief, «Turin Islamic Economic Forum», che anche quest’anno si terrà sotto la Mole dal prossimo 28 e fino al 30 ottobre.

 

  (Sole24Ore)

 

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