E l’Autorità nazionale palestinese
si è ritrovata più “sola”
dopo il Piano di Pace di Trump

epa08173548 Palestinian President Mahmoud Abbas (C) delivers his speech in the West Bank city of Ramallah, 28 January 2020. US President Donald J. Trump's Middle East peace plan was rejected by Palestinian leaders, having withdrawn from engagement with the White House after Trump recognized Jerusalem as the capital of Israel. The proposal was announced while Netanyahu and his political rival, Benny Gantz, both visit Washington, DC. EPA/ALAA BADARNEH

 L’Autorità nazionale palestinese (Anp) è “delusa” dell’atteggiamento di alcuni paesi arabi (tra cui Kuwait, Qatar, Emirati ed anche Arabia Saudita) nei confronti del Piano di Pace di Trump e sperava in qualche cosa di “molto meglio”. Lo ha detto il ministro degli Affari Civili dell’Anp Hussein al-Sheikh – uno degli uomini più vicini al presidente Abu Mazen – secondo cui c’e’ preoccupazione che le nazioni arabe, che si sperava sarebbero state di appoggio, possano invece diventare “un pugnale nel fianco del popolo palestinese”.

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Hussein al-Sheikh

Intanto Abu Mazen – che sarà al Cairo per la riunione dei ministri degli esteri arabi – ha ricevuto le telefonate del presidente turco Erdogan e di re Abdallah di Giordania. Il primo – citato dalla Wafa – ha ribadito l’appoggio “alla Palestina in questa fase critica” sottolineando che il Piano “non ha nulla per il popolo palestinese” ed è a favore di Israele. “La Giordania – ha affermato Abdallah – sta con il popolo palestinese, con il diritto all’autodeterminazione e la creazione di uno stato palestinese con Gerusalemme est capitale”.

(Ansamed)

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