E Napoli dà la parola alla terrorista

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di Fabrizio Geremicca –

Arriva a Napoli Leila Khaled, ex militante del Fronte popolare per la liberazione della Palestina, organizzazione della sinistra radicale attiva tra gli anni Settanta e Ottanta. II 4 dicembre sarà ospite all’Asilo Filangieri, edificio di proprietà del Comune in centro storico, ma da anni gestito da un collettivo che promuove iniziative culturali, artistiche e politiche.

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Fabrizio Geremicca

Il passato Presenza destinata a far discutere, quella di Khaled, che presumibilmente susciterà proteste e polemiche da parte degli esponenti della comunità israeliana in città. Leila, infatti negli anni ’70 fu protagonista di atti di terrorismo fatti, nel 1969 è stata la prima donna nella storia a dirottare un aereo di linea. Era un Boeing 707 della compagnia El Al in servizio tra Los Angeles e Tel Aviv. L’episodio si concluse senza vittime.

Leila Khaled

Leila Khaled com’era

La guerrigliera si ripeté nel 1970 su un aeroplano della El Al che percorreva i cieli tra Amsterdam e New York. Intervenne un agente di sicurezza israeliano che uccise uno dei due dirottatori, il nicaraguense Arguello, ed immobilizzò la militante palestinese. Incarcerata in Inghilterra, poi rilasciata, l’attivista, che continua ad impegnarsi per la Palestina, ma ha abbandonato i metodi di lotta della sua gioventù, vive attualmente in Giordania. La sua biografia ha ispirato canzoni ed il film Leila Khaled, Hijacker (Leila Khaled, dirottatrice), diretto dalla regista palestinese Lina Makboul.

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In Europa Un paio di mesi fa è stata ospite del Parlamento Europeo, tra le vibranti proteste di gruppi ed associazioni israeliani. Da alcune settimane sta girando l’Italia, su iniziativa dell’Unione democratica arabo-palestinese, ed ora arriva a Napoli per un incontro nel quale racconterà la sua esperienza di militanza politica ed esprimerà il suo punto di vista sulla irrisolta e drammatica questione palestinese. La tappa partenopea di Khaled è organizzata dagli attivisti del Comitato per la Palestina, che avrebbero voluto ospitare l’ex esponente del Fronte popolare nella sala dei Baroni, al Maschio angioino. Hanno, dunque, presentato alcuni giorni fa la richiesta di concessione di quello spazio a Palazzo San Giacomo ed hanno invitato il sindaco de Magistris ad intervenire al dibattito.

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Leila Khaled oggi

Il primo cittadino La sala però, alla fine non è stata messa a disposizione, ufficialmente per questioni tecniche. Quanto al sindaco, al momento non è ancora chiaro se parteciperà all’iniziativa di inizio dicembre. Se ci sarà, sfiderà le ineluttabili polemiche che si scatenerebbero. Le stesse che nacquero un anno fa, quando Napoli concesse la cittadinanza onoraria a Bilal Kayed, militante del Fronte Popolare per la Palestina in carcere da 15 anni, l’ultimo dei quali dopo la fine della pena detentiva alla quale era stato condannato.

De Magistris consegna ad Abu Mazen la cittadinanza onoraria

Luigi De Magistris consegna ad Abu Mazen la cittadinanza onoraria di Napoli

Lo storico «Eppure la venuta di Khaled in città — sostiene Giuseppe Aragno, docente di Storia contemporanea all’Università, esponente di Dema ed amico del sindaco — potrebbe rappresentare un bel momento di confronto. Da storico io dico che possono esserci figure controverse, ma non vuole dire sempre che siano negative. Militanti sui quali si può molto discutere, ma che hanno avuto un ruolo nella vicenda storica». Conclude: «Non mi scandalizza che Khaled possa partecipare ad un dibattito a Napoli e che eventualmente, possa esserci il sindaco. Mi scandalizza, piuttosto, che l’Italia abbia rapporti diplomatici con l’Egitto, dopo quello che è accaduto a Regeni e mentre li sono in carcere migliaia di oppositori politici».

(Corriere del Mezzogiorno)

 

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