E “naturalmente” l’Onu
per il Covid 19 attacca Israele
“Sono discriminati i palestinesi”

epa08306502 A Palestinian youth wears a face mask as a precaution against the spread of the Covid-19 coronavirus, in Gaza City, 19 March 2020. Countries around the world are taking increased measures to stem the widespread of the SARS-CoV-2 Coronavirus causing the Covid-19 disease. EPA/MOHAMMED SABER

E’ necessario che Israele combatta la pandemia da Covid-19 senza discriminazioni, garantendo il diritto alla salute ai palestinesi di Gaza, della Cisgiordania e a quelli che vivono a Gerusalemme est. L’appello arriva dagli esperti Onu per i diritti umani che nella situazione di pandemia coronavirus esortano Israele, l’Autorità palestinese e Hamas ad assumersi le proprie responsabilità giuridiche internazionali.

Michael Lynk

Michael Lynk

Il sistema sanitario nella Striscia di Gaza – si sottolinea – era al collasso anche prima della pandemia. Le sue scorte di medicinali essenziali sono cronicamente basse. Le sue fonti naturali di acqua potabile sono in gran parte contaminate.

Il suo sistema elettrico fornisce energia sporadica”, in tutta la Striscia di Gaza prevalgono la povertà estrema e le terribili condizioni socioeconomiche. “La popolazione di Gaza è anche una popolazione fisicamente più vulnerabile, malnutrita, con malattie scarsamente controllate, condizioni di vita e di alloggio pesanti, una popolazione anziana senza accesso a cure adeguate e un tasso di tabagismo elevato”, ha osservato il rappresentante speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei territori palestinesi Michael Lynk.

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“Tutte le autorità responsabili, vale a dire Israele, l’Autorità palestinese e Hamas – prosegue – hanno il dovere, dunque, di fornire servizi sanitari essenziali e di attuare misure di sanità pubblica per contrastare questa pandemia di Covid-19 senza discriminazioni”.

Il rappresentante Onu ha inoltre stigmatizzato che “le prime comunicazioni per sensibilizzare sulla diffusione di Covid-19 pubblicate dal Ministero della Sanità israeliano erano quasi esclusivamente in ebraico, e che praticamente nessuna informazione è stata pubblicata in arabo”. L’Onu ricorda, inoltre, l’obbligo giuridico, sancito dall’articolo 56 della Quarta Convenzione di Ginevra, “che prevede che Israele, la potenza occupante, garantisca che tutti i mezzi di prevenzione necessari siano utilizzati per combattere la diffusione delle malattie contagiose e delle epidemie”.

(Ansamed)

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