E stiamo commettendo
nuovamente lo stesso errore…

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di Giulio Meotti –

Si discute di antisemitismo e commissioni al Parlamento italiano, su cui io  sono contrario per come è stata impostata. Pubblico qui i punti salienti di una relazione sul tema che ho tenuto domenica di fronte alla benemerita Federazione dei diritti umani. Questo – e non la faziosità politica e ideologica – dovrebbe essere lo spirito su cui costruire una vera commissione del Parlamento italiano sull’antisemitismo.

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Perché dovrebbe interessarci questa storia? Prima di tutto perché, come ha detto Giovanni Paolo II, gli ebrei sono i nostri “fratelli maggiori”, i padri della nostra identità religiosa. Poi sono i padri della cultura europea laica.

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L’attacco alla sinagoga di Halle

Inoltre, perché in quanto europei siamo stati testimoni e artefici della più immane tragedia nella storia del popolo ebraico, la Shoah. Infine, perché l’antisemitismo è il segno di una malattia profonda che corre in una società. Oggi siamo qui a parlare di ebrei uccisi in Francia, di “zone proibite” agli ebrei in Germania, di simboli ebraici che scompaiono in Olanda, di bombe contro i siti ebraici in Svezia …

Sarah Halimi, la donna ebrea morta dopo essere stata gettata dalla finestra

Sarah Halimi, la donna ebrea uccisa a Parigi

Oggi in Europa l’antisemitismo ha 3 matrici: islamica e maggioritaria; di estrema sinistra, rappresentata da Corbyn, e nazionalistica, come quella del killer di Halle, in Germania, dove ha gridato “gli ebrei sono l’origine di tutti i problemi”.
E quando parliamo di ebraismo in Europa, identifichiamo essenzialmente 3 paesi: Francia, Germania e Inghilterra, dove vive il 90 per cento di tutti gli ebrei europei. Gli altri paesi esprimono piccole realtà, antichissime come l’Italia, ma numericamente esigue. Quindi dobbiamo osservare quello che accade in quei 3 paesi.

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Ci sono ebrei che “scappano” dall’Europa

Dal 2006 a oggi, una dozzina di cittadini francesi di religione ebraica sono stati uccisi. Un decimo di tutti gli ebrei francesi ha già lasciato la Francia negli ultimi dieci anni. E un numero simile ha lasciato le proprie case dentro alla Repubblica francese a causa dell’antisemitismo, cercando casa altrove. I simboli ebraici stanno scomparendo. Se crolla l’ebraismo francese, come sta accadendo, possiamo dire che la matrice ebraica in Europa sarà perduta.

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Bruciata a Torino la bandiera israeliana

In Germania oggi si tollera che rabbino siano colpiti per strada al grido di “Jude!”, che bandiere israeliane siano bruciate sotto la porta di Brandeburgo, che si scandiscano slogan come “Hamas Hamas ebrei al gas”.

La Germania è un gigante economico e un nano morale.
La situazione non è meno drammatica altrove. Vaste zone dell’Europa – da Bruxelles a Malmo – sono oggi de facto pericolose per gli ebrei, come il Cairo, Baghdad e Damasco, da cui gli ebrei sono fuggiti dopo il 1948. Ricordiamo che in Europa il terrorismo ha per primi colpito gli ebrei. Qui, in Italia.

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Era il 9 ottobre 1982, quando un commando palestinese assaltò il tempio maggiore a Roma, uccidendo un bambino, Stefano Hay Taché.

Avremmo dovuto aspettare vent’anni prima che in Europa si rifacesse vivo il terrorismo internazionale, che colpisse noi, noi che avevamo pensato che si sarebbero limitati ad attaccare gli ebrei. Ci sbagliavamo. E stiamo commettendo nuovamente lo stesso errore.

 

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