E venne il giorno all’Onu
della ribellione di un palestinese

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È stata una giornata memorabile, quella di lunedì a Ginevra. Dove si è tenuta la 36esima sessione del Consiglio ONU per i Diritti Umani (OHCHR), un organismo composto da 47 nazioni, che con i diritti umani sovente non hanno alcuna confidenza: Qatar, Venezuela, Cina, Cuba, Egitto, Iraq, Arabia Saudita vi dicono qualcosa?

 

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Un organismo autoreferenziale, corrotto e degno di fare la stessa fine della omologa Commissione ONU per i Diritti Umani, cancellata nel 2006 per manifesta incapacità di perseguire l’obiettivo originario della «promozione ed incoraggiamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali». Di fatto, questo costosi carrozzoni servono per fornire a stati canaglieschi una ribalta mediante la quale scagliarsi contro l’unico stato che in Medio Oriente garantisce da sempre democrazia, tutela delle minoranze, pluralità e libertà di pensiero, di culto e di espressione.
Anche questa sessione dell’OHCHR ha seguito il copione abituale: il tema all’ordine del giorno, manco a dirlo, era la situazione dei diritti umani in “Palestina”. Erano iscritti a parlare il delegato dell’OLP: «Israele continua la sua politica coloniale e le sue violazioni»; quello siriano: «Israele persegue la giudeizzazione di Gerusalemme; il Qatar: «le violazioni razziste perpetuate da Israele…»; la Nord Corea: «Israele continua a commettere violazioni dei diritti umani in palestina». Di analogo tenore i deliri profferiti dai delegati di Pakistan, Venezuela e Iran: solita solfa, che ormai annoia anche chi odia a morte lo stato ebraico. Non se ne può più.
Ma quando il presidente dell’assemblea concede la parola al palestinese Mosab Hassan Yousef, il palazzo trema.

Siamo davvero orgogliosi di riportare la testimonianza di questo coraggioso relatore. Integralmente:

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Grazie, signor presidente. Prendo la parola a nome dell’UN Watch. Mi chiamo Mosab Hassan Yousef. Sono cresciuto a Ramallah, e sono stato un membro di Hamas. Mi rivolgo all’Autorità palestinese, che sostiene di essere l’unica legittimata a rappresentare il popolo palestinese; e chiedo: da dove proviene la vostra legittimazione?
Il popolo palestinese non vi ha eletti, e non vi ha conferito alcuna rappresentanza. Vi siete autonominati! Non rendete conto al vostro popolo, e vi macchiate di totale violazione dei diritti umani dei palestinesi. A dirla tutta, i palestinesi e il loro sviluppo umano è l’ultimo dei vostri pensieri.

israele[1]Sequestrati gli studenti dalle scuole per torturarli e condurli nelle vostre prigioni. Torturate gli oppositori politici. La sofferenza del popolo palestinese è il risultato della vostra autoreferenzialità. Siete voi, il maggior nemico del popolo palestinese!
Se Israele non esistesse, non avreste nessuno da biasimare. Assumetevi la responsabilità del vostro operato: alimentate il conflitto per perpetuare il vostro potere abusivo.
E usate questa platea per ingannare l’opinione pubblica internazionale, per confondere la società palestinese, inducendo a credere che sia Israele il responsabile dei problemi che voi stessi generate.
Grazie.

Sconcerto del pubblico, smarrimento dei delegati, sgomento dei delegati palestinesi. Temiamo per la vita di questo coraggioso palestinese, che ha denunciato la corruzione del regime che opprime e sopprime il popolo palestinese. Una testimonianza scioccante, ma non per questo sorprendente, per chi conosce la realtà del conflitto israelo-palestinese.

(Borghesino)

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