Ecco di chi sono “amiche”
le sardine amiche di Hamas

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Sulaiman Hijazi cin Gentiloni e ZIngaretti

di GerardoVerolino –

Il rapporto tra zoologia e politica è di vecchia data. In America, il Gop, il Gran Old Party, il partito di Trump, ha come simbolo un elefante. Mentre i Democratici hanno come simbolo un asinello. Un asinello era anche il simbolo che scelsero per il proprio partito Arturo Parisi e Romano Prodi per scimmiottare i colleghi d’oltreoceano. Squalo, così era chiamato, Vittorio Sbardella, storico braccio destro di Giulio Andreotti, che, a sua volta, era definito la volpe. Craxi, oltre al nomignolo di Ghino di Tacco, il brigante di Radicofani, era definito il Cinghialone. Bersani, segretario del Pd, diceva che avrebbe “smacchiato il giaguaro”, cioè Berlusconi. Il quale non fu smacchiato, ma, quando uscì dalla politica che conta, si dedicò all’allattamento di una pecora.

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Gerardo Verolino

Per spostarci sulle sponde marine come non ricordare che Trota era chiamato il figlio del Senatùr, Bossi, che ci teneva a far sapere che il figlio era un altro pesce e non il suo delfino.

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Laura Boldrini e Nibras Hijazi

Ora, è il momento delle sardine, cioè di quel movimento politico formato da tutti quelli che si riconoscono nella sinistra liberal, ma anche radicale, terzomondista, anti-capitalista, ambientalista di rito gretino, propugnatrice della politica dei “porti aperti” e della società multiculturale, aderente alla filosofia del politically correct per cui il presepe tradizionale va riformato con l’aggiunta di migranti, gommoni, bambinelli neri, partigiani, pastori gender-fluido gay-friendly, bio-sostenibili e virtuosi, salutisti e non fumatori; soprattutto nemica giurata di Matteo Salvini che accusano di essere razzista, così come i loro padri, i vecchi girotondini alla Pancho Pardo e Paolo Flores d’Arcais, erano i nemici giurati di Berlusconi che definivano mafioso.

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Nibras Hijazi e Romano Prodi

Quando tanti giovani scendono in piazza pacificamente è un segno di partecipazione democratica che va apprezzato. E passino episodi al limite del folclore come quello di Wanda Pane, la sociologa ottantacinquenne napoletana, che si è presentata su Facebook imbacuccata, con sprezzo del ridicolo, travestita da sardinona azzurra per manifestare la sua solidarietà al movimento. E passi anche per l’endorsement della fidanzata di Berlusconi, Francesca Pascale (la compagna di quello che i padri delle sardine definivano mafioso, golpista, criminale, etc.) che si è sperticata in lodi per loro e che, da giovane, quando era ancora sconosciuta e faceva la valletta in un programma trash napoletano, il Telecafone, succhiava, lascivamente un gelato, il Calippo, come nella migliore tradizione della commedia pecoreccia, sotto lo sguardo allupato del tarchiato, panzuto maschio telecafonico; così che, a questo punto (il Calippo) lo si potrebbe usare, vieppiù, come ulteriore arma simbolica da brandire in piazza.

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Sulaiman Hijazi e Roberto Fico

Ma, per uscire dall’aspetto pecoreccio e addentrarci nel tragi-comico della vicenda, come non restare sconcertati di fronte ad alcuni episodi inquietanti che si sono verificati nei giorni scorsi. Come quando, ad esempio, il leader romano delle sardine, Stephen Ogongo, apre ad una possibile partecipazione, ad una manifestazione romana, il leader dell’estrema destra, Simone Di Stefano, segretario del partito neo-fascista CasaPound, spalleggiato in un primo momento anche dal leader nazionale delle sardine Mattia Sartori. Finché non si accorgono che combattere l’onda nera con una ancor più nera e che confondere Bella ciao con Bella abissina non era il caso e decidono che è meglio fare marcia indietro e ritirare l’invito.

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Sulaiman e Nibra Hijazi con De Magistris

Ma, soprattutto, come non restare sconcertati quando in piazza San Giovanni a Roma invitano sul palco a parlare una “sardina velata”, cioè Nibras Asfa, una che si presenta, orgogliosamente, come musulmana e palestinese, la quale anziché denunciare la pietosa condizione della donna nei paesi musulmani, anziché dimostrare di essere una donna emancipata e perfettamente integrata con l’avanzata società italiana, anziché strapparsi dalla testa quel brutto simbolo di costrizione, si perde in un fiacco sermone contro un esponente politico italiano.

Ma ancor di più  si rimane sconcertati nel sapere che le Nibras è la moglie di Sulaiman Hijazi, un signore che, su facebook, inneggia ai terroristi di Hamas e che è in prima linea politicamente. Basta scorrere le foto: una volta con Prodi, un’altra con Gentiloni e Zingaretti, un’altra ancora con Roberto Fico o Luigi De Magistris. E nei selfie testimonianza non manca quello di Nibras con la Boldrini.  Che altro aggiungere? Le sardine saranno anche giovani. Ma dimostrano di avere idee vecchie e arretrate. E pericolose come testimoniano questi post.

xx

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