Ecco Udai 10.0
l’Unione Democratica
degli Amici d’Israele

Israel katz 2

Il ministro degli Esteri israeliano, Israel Katz

di Laura Malchiodi

E’ stata presentata ufficialmente a Milano la nuova UDAI 10.0 (10.0 si riferisce ai Dieci Comandamenti), l’Unione Democratica degli Amici d’Israele.   Una serata ricca di interventi interessanti e stimolanti e arricchita dalla presenza straordinaria del Ministro degli Esteri israeliano, Israel Katz e dell’Ambasciatore d’Israele Dror Eydar.

Fabrizio Sala (

Fabrizio Sala

Fabrizio Sala (, vice presidente della Regione Lombardia, ha confermato la sua vicinanza a Israele e si è detto sicuro che Lombardia e Israele faranno grandi cose insieme.

Nel suo intenso e accalorato intervento, Rav Alfonso Pedatzur Arbib ha invece espresso la sua preoccupazione per i crescenti sentimenti antisemiti, che coinvolgono sia la destra che la sinistra, anche se il vero pericolo di oggi viene dall’antisemitismo di matrice islamica.

Alfonso Pedatzur Arbib

Alfonso Pedatzur Arbib

Un’inaccettabile manifestazione di antisemitismo è il tentativo di negare e delegittimare il fortissimo legame tra Israele e il Popolo ebraico, legame che non può essere ridotto a un problema politico. Rav Arbib ha ricordato che nel Libro di Bereshit, la storia del Popolo ebraico comincia con Abramo che va in Eretz Israel, prosegue con Isacco, che non uscirà mai da Eretz Israel, e infine con Giacobbe che vivrà una parte importante della sua vita fuori da Israele, ma non per sua scelta.

Prima di morire, però, Giacobbe chiederà di non essere lasciato in Egitto, ma di essere sepolto in Eretz Israel, stessa richiesta che farà in seguito Giuseppe e con la quale si conclude il Libro di Bereshit. Questo è il legame del Popolo ebraico con Eretz Israel. è un legame esistenziale, che nessuno può negare, perché va al di là di qualsiasi scelta, o opinione politica.
L’antisionismo è soprattutto la volontà di voler negare questo legame tra il popolo ebraico e Israele e quindi di non voler riconoscere ad uno Stato ebraico il diritto di esistere. Per questo motivo, l’antisionismo non è che l’ennesima maschera dell’antisemitismo, che nella storia ha utilizzato molte maschere diverse. Noi dobbiamo imparare a non farci influenzare e ingannare dalle parole che vengono usate, per riconoscere la nuova maschera dell’odio antico contro gli ebrei e per unirci a combatterlo.

Enrico Mairov

Enrico Mairov

Enrico Mairov, uno dei fondatori della nuova UDAI 10.0, ha ricordato Giulio Seniga, prima grande guida dell’UDAI, nata  nel  ’68 e ha invitato tutte le associazioni amiche d’Israele a lavorare insieme e con la nuova UDAI,  per costruire un rapporto di dialogo e un percorso comune, che porti a risultati più costruttivi e utili per Israele.

Ha esposto alcuni progetti molto interessanti e ambiziosi della nuova UDAI, che coinvolgono campi diversi, dalla medicina, all’informatica, all’agricoltura, riunendo  esperti israeliani per formare gruppi di lavoro in tutti i Paesi mediterranei,  per aiutare il dialogo, offrire alternative… E avvicinando Israele all’Italia, potremo ricominciare a parlare di futuro anche ai nostri giovani.

Tra i progetti c’è anche quello di ottenere una legge per la difesa di Israele contro le  aggressioni che subisce dalla destra,  dalla sinistra, o dall’islam.

Israel katz

Israel Katz

É poi intervenuto  il Ministro degli Esteri israeliano, Israel Katz, ( in precedenza è stato per 10 anni Ministro dei Trasporti e di fatto ha cambiato il volto dello Stato d’Israele, con strade, ferrovie, porti, aeroporti che hanno collegato la periferia al centro d’Israele)  che ha  sottolineato le richieste che sottopone a Roma:

 

• che l’antisionismo venga equiparato all’antisemitismo;

• il riconoscimento di Gerusalemme a Capitale di Israele e il trasferimento dell’ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme, riconoscendo il forte e millenario legame che unisce il Popolo ebraico a Gerusalemme.

• che anche l’Italia sostenga le sanzioni contro l’Iran, come l’America, perché non può permettere che l’Iran si rafforzi, mettendo a rischio la sopravvivenza d’Israele e perché  gli iraniani possano anch’essi diventare cittadini liberi.

• che l’Italia aderisca ad un progetto per unire, tramite binari, l’Europa ai Paesi del Golfo;

• che il governo italiano sostenga gli accordi di non belligeranza sostenuti dagli USA, perché Israele è sempre pronto a offrire la mano a chi vuole collaborare per la pace.

Dror Eydar

Dror Eydar

É stato in più passi toccante l’intervento dell’ambasciatore Dror Eydar che, nel suo italiano perfetto, ha condiviso bellissimi ricordi dei suoi genitori. Ha anche ricordato di quando suo padre non capiva come mai si parlasse tanto del Messia che doveva ancora arrivare e diceva:  “Non vedete che lo Stato d’Israele è il Messia che stavamo aspettando?”

Parlando poi della nuova UDAI ha detto: “abbiamo decine di associazioni nelle città italiane per Israele e questo non è scontato. Ne abbiamo bisogno. La nuova UDAI prosegue l’eredità dell’organizzazione che l’ha preceduta e ha fatto da fulcro di aiuto e sostegno per lo Stato d’Israele. Molti programmi sono in preparazione e sono convinto che potremo cooperare per il bene dello Stato d’Israele. Vi auguro buona fortuna.”

E questo è anche il mio augurio per tutte le associazioni che lavorano per Israele: di poter fare rete, collaborare, per costruire e portare a termine progetti che possano aiutare Israele a farsi conoscere nel mondo, per smentire tutte le propagande che cercano di demonizzarlo…  e lavorando e collaborando con Israele, si può migliorare anche questa povera Italia e offrire di nuovo un futuro ai nostri giovani. Sono progetti più che ambiziosi, impossibili da realizzare da soli, ma insieme magari si può…

 

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