Essere ebreo non è “insignificante”

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di Aldo Cazzullo –

La mia opinione è che essere ebreo non sia «insignificante». Su un punto dobbiamo essere fermi: discriminare o valutare una persona in base alla sua religione, e in genere alla sua etnia, al colore della sua pelle, al nome che porta o al luogo da cui viene, è sempre ingiusto e sbagliato.

Aldo Cazzullo

Aldo Cazzullo

Questo non significa che la religione e in genere l’origine, l’etnia, il nome e il luogo di provenienza non contino nulla. Se fosse così, non potremmo essere arricchiti dalle differenze, dalle diversità, che non vanno negate ma valorizzate. Questo vale nel bene come nel male. Ad esempio non penso che sia sbagliato quando, in un articolo in cui si racconta di un reato, si cita la provenienza del reo.

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Barack Obama

Barack Obama nel suo discorso pubblico ha tentato di sostenere che le sue radici non erano così importanti. Non era così importante essere bianchi o neri. Non era così importante essere il primo presidente afroamericano degli Stati Uniti d’America; era importante essere un presidente progressista, che si batteva per le pari opportunità, per lo sviluppo, per una ripartizione più equa delle ricchezze.

Ho l’impressione che non sia andata così; e non solo perché dopo Obama è entrato alla Casa Bianca Donald Trump, che in passato ha strizzato l’occhio più di una volta ai suprematisti bianchi. Le radici, le origini, la cultura di una persona sono sempre importanti; ma non vanno mai usate contro di lei.

(Lettere / Corriere della Sera)

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