Europa, la rivolta delle coscienze
contro l’estremismo dell’Islam

Seyran Ates, standing at center, founder of the Ibn-Rushd-Goethe-Mosque gestures during the opening of the mosque in Berlin, Germany, Friday, June 16, 2017. Ates the 54-year-old daughter of Turkish immigrants has founded the first liberal mosque in Germany where men and women can pray together, homosexuals are welcome and Muslims of all sects can leave their inner-religious conflicts behind. (AP Photo/Michael Sohn)

La moschea liberale aperta di Berlino di Seyran Ates

La femminista tedesca di origini turche Seyran Ates è preoccupata per l’aumento dell’islam radicale e del proselitismo, e dalle colonne del Figaro chiede agli europei di mobilitarsi per difendere i diritti della coscienza. “Dalla fine dell’estate abbiamo visto un proliferare di drammi che dovrebbe finalmente mettere in guardia i nostri leader e anche tutti noi sulle sempre più gravi minacce per il continente europeo. Gli attacchi, realizzati o no, diventano frequenti in diversi paesi europei, in particolare in Germania e in Francia”.

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Meno pubblicizzata ma altrettanto spettacolare e costante, in un numero crescente di città, è l’islamizzazione strisciante, dice Ates, che “cerca di imporre i propri precetti nei loro quartieri. Proprio come, su un altro livello, l’evoluzione del regime turco verso una dittatura economicamente aperta, ma politicamente e ideologicamente ostile ai nostri valori. Poiché sono particolarmente sensibile a tutte le forme di estremismo, a destra o a sinistra, poiché difendo un islam compatibile con i valori europei e con i diritti umani, e ho osato oppormi agli estremisti e ai fondamentalisti religiosi, ho vissuto da diversi anni in costante timore di essere attaccata. Non importa se queste minacce provengano da fonti religiose, politiche e culturali, siano esse basate sull’odio o semplicemente sulla stupidità! Hanno in comune il fatto di sconvolgere i valori dell’Europa dell’illuminismo e di minacciare le nostre libertà; attivamente corrompono sempre più menti, soprattutto tra i più giovani e più deboli.

Anjem Choudary

Anjem Choudary, il predicatore osannato da Khuram Shazad Butt, il capo del commando del terrore sul ponte di Londra

La minaccia è chiara: è il disfacimento progressivo del nostro modello europeo, quello dei diritti individuali e della libertà di coscienza. Questa scure che grava sul nostro futuro e le sue cause dovrebbero essere al vertice dell’ordine del giorno della Commissione europea e dei nostri governi. Ma, di fronte a questo storico aumento dei pericoli, il silenzio delle autorità europee sta diventando assordante.

L’assenza di sanzioni contro la predicazione degli estremisti e delle associazioni che sostengono, tra i giovani in particolare, l’odio verso il nostro modello culturale e sociale è semplicemente inesplicabile. Le dichiarazioni recenti del presidente Emmanuel Macron, che sembra determinato a nominare le cose, segnano l’inizio di una nuova fase?

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La maggior parte delle misure da prendere sono note. E’ questione di proibire l’estremismo di ogni parte la cui moltiplicazione è l’obiettivo dei poteri che vogliono dividere l’Europa e gli europei. E’ giunto il momento di una mobilitazione dei cittadini europei. Non abbiamo altra scelta che combattere contro questi estremismi. Non possiamo lasciare che gli estremisti si impongano e governino la nostra vita”.

Conosciamo la storia, conclude Seyran Ates, “conosciamo anche le intenzioni di alcuni. Non possiamo dire che non lo sapevamo. Dobbiamo combattere in modo che i nostri concittadini e soprattutto i nostri figli non vivano nella paura e nella coercizione. E’ giunto il momento che i cittadini assumano il controllo del loro futuro e intraprendano iniziative. E’ giunto il momento di agire. Prima che sia troppo tardi”.

 (Foglio)

 

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