Eydar apre le porte di Israele
“Ho studiato un anno per questa sfida”

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L’ambasciatore israeliano a Roma nella sua residenza romana

Prima la consegna delle medaglie a due italiani che durante la guerra salvarono alcuni ebrei dalla furia dei rastrellamenti tedeschi. Poi  un salto alla conferenza  “Cybertek Europe”, quindi la cerimonia ufficiale della consegna delle credenziali diplomatiche al Palazzo del Quirinale. Infine, un incontro conviviale con una quarantina di selezionatissimi ospiti nella sua residenza romana. Che fibra ha Dror Eydar!

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Sorridente, puntuale e tonico anche al termine di una giornata intensissima (ed emotivamente impegnativa): il nuovo ambasciatore dello Stato d’Israele si presenta per ciò che è, uomo di indiscussa qualità che ha saputo dimostrare anche quando ha tenuto il suo discorso di benvenuto agli ospiti in casa. Coinvolgente nell’eloquio, brillante nella conversazione, fermo e determinato quando si tratta di affrontare argomenti di decisiva importanza.

Come il suo predecessore Ofer Sachs, Dror non è un diplomatico di carriera. Giornalista, editorialista di punta del quotidiano “Israel Hayom”, personalità di indiscusso spessore umano e culturale, Dror ha magnetizzato l’attenzione dei suoi ospiti con un discorso asciutto ed essenziale. “Quando il primo ministro Netanyahu mi comunicò che sarei diventato ambasciatore in Italia – ha detto – sulle prime mi sembrò di cadere dalle nuvole. Non riuscivo a crederci. Poi, per un anno, mi sono messo a “studiare” per prepararmi a questa sfida”.

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Dror Eydar e Sergio Mattarella

“Il Presidente Mattarella – ha proseguito Dror – mi ha ricevuto cordialmente e si è intrattenuto con me in un lungo e cordialissimo colloquio. Abbiamo parlato del profondo legame che unisce Roma e Gerusalemme. Gli ho raccontato dei miei genitori, e siamo finiti a parlare di Israele all’epoca del Primo Tempio, dell’esilio a Babilonia e, da lì, all’impero persiano. Gli ho detto che i miei genitori hanno interrotto la sequenza dell’esilio dopo 2500 anni, venendo in Israele dopo la sua fondazione. Loro mi hanno insegnato a riconoscere il valore non ovvio di uno stato ebraico indipendente. Per me è stato importante menzionargli i loro nomi: Samuel ed Esther Cohen. Il Presidente mi ha risposto che un tale bagaglio dona una forte motivazione a compiere grandi cose. Poi mi ha raccontato che, proprio il giorno prima, aveva letto il passo della Bibbia sull’editto di Ciro di Persia – contenuto nel primo capitolo del libro di Esdra – che consentiva agli ebrei di fare ritorno alla loro terra per ricostituirvi il loro regno!”

dror5Alla serata svoltasi nella residenza privata romana del neoambasciatore c’erano, tra gli altri, i parlamentari Emanuele Fiano, Lucio Malan, Mara Carfagna, Antonio Zennaro, Vincenzo Scotti (a lungo ministro democristiano, da anni animatore e numero uno della Link Campus University), i giornalisti Antonio Di Bella, Emilio Carelli.

L’ambasciatore Dror si è intrattenuto anche a colloquio con il presidente della Federazione Italia Israele, Giuseppe Crimaldi, al quale ha assicurato la propria presenza in occasione della celebrazione del XXX° Congresso nazionale che si terrà a Roma il 10 novembre.

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