Facile capire da che parte stare

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di Giuseppe Crimaldi –
Un recente studio ha pubblicato dati molto interessanti sulla cooperazione e sulle relazioni tra Italia e Israele, che offrono sempre più ampi margini di crescita. Un partenariato vincente. Attualmente gli scambi commerciali sono pari a quattro miliardi di dollari, secondo quanto emerso in un incontro a Roma, organizzato dal Movimento 5 Stelle con il forte sostegno della Comunità Ebraica di Roma”.

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Una buona notizia. Tra i colossi economici presenti in Israele ci sono poche compagnie italiane, fatta eccezione per Enel e Intesa Sanpaolo. Eppure ci sarebbero molti settori su cui puntare, a partire dalle nuove tecnologie, le startup, nel cui settore Israele resta indiscusso capofila. Israele è un fiume in piena, sul versante dell’innovazione.Le sue università si confermano ai primi posti nell’ambito della ricerca e a per la registrazione dei brevetti.

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Ofer Sachs

In quell’incontro romano l’ambasciatore israeliano a Roma Ofer Sachs, oltre a illustrare tutte le opportunità che uno sviluppo ulteriore delle relazioni tra i nostri due Paesi offrirebbe, quindi ha invitato il vice presidente del Consiglio Luigi Di Maio in Israele: “Sono quasi alla fine del termine del mio mandato qui in Italia – ha detto Sachs – Questa è un’opportunità per presentare la cooperazione, la crescita ma anche le sfide tra i nostri due Paesi”.

E poi c’è chi ancora chi non capisce perché stiamo con Israele. Ogni giorno da Israele arrivino notizie strabilianti in tema di ricerca e, dunque, di progresso.

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Apulia Israel Joint Accelerator”, la collaborazione tra il Technion di Haifa e il Politecnico di Bari

Notizie che cadono spesso nel silenzio generale dei media nazionali. La verità è che Israele fa passi da gigante nella ricerca medica, sul tema attualissimo della cyber-sicurezza, sulle tecniche agricole, industriali, spaziali. Ma in Italia questo che è argomento da sviluppare e pubblicizzare sembra quasi non interessare.
A noi, amici italiani d’Israele, l’argomento invece interessa, eccome. Ecco: da un lato c’è Israele, proiettato verso il futuro.

Dall’altra parte abbiamo i terroristi di Gaza, un pachiderma ammuffito che fa il presidente a Ramallah senza guardare al bene della sua gente; ed ancora: gli iraniani schiacciati dal peso del nuovo medioevo imposto da ayatollah e pasdaran. In fondo ci vuol veramente poco a scegliere da che parte stare.

*Presidente nazionale della Federazione Italia Israele

 

 

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Giuseppe Crimaldi

Giuseppe Crimaldi

Giuseppe Crimaldi, giornalista