“Fascismo, profumo di democrazia”
La provocazione di Ayelet Shaked

shaked-640x400

Ayelet Shaked

di Giordano Stabile –

Una essenza chiamata «Fascismo» che però profuma di democrazia. La trovata della ministra della Giustizia israeliana Ayelet Shaked doveva scuotere la campagna elettorale e rilanciare le quotazioni del suo partito, che stenta a decollare nei sondaggi. Ma ha ottenuto l’effetto opposto. Polemiche e anche sarcasmo nei confronti di un video che ha finito per ridicolizzare la stessa protagonista. Nello spot pubblicato su Internet Shaked appare vestita e truccata come una top model, in un ambiente lussuoso, mentre presenta la nuova fragranza e una voce femminile in sottofondo sussurra le frasi «riforma della Giustizia», «separazione dei poteri» e «limiti alla Corte suprema». Poi l’esponente di punta del partito HaYamin HeHadash, guidato da Naftali Bennett, conclude con la battuta: «Tutto questo mi sembra profumo di democrazia».

Giordano Stabile 2

Giordano Stabile

L’obiettivo era sfatare le critiche che la dipingono come una politica autoritaria, con poco rispetto per i diritti civili, «fascista» appunto, e mostrare invece come le riforme da lei promosse hanno reso in realtà Israele una nazione più liberale e avanzata.

Ma i risultati sono controversi. Shaked si è difesa, ha precisato che si tratta di uno «scherzo», un «paradosso» per respingere le critiche della sinistra. Una tesi poco convincente. Shaked ha sempre sostenuto posizioni intransigenti in politica interna e nei confronti dei palestinesi, e ha parlato di annettere la Cisgiordania e per questo è finita nel mirino dei movimenti progressisti, ma lo spot non l’ha aiutata.

050319_israelcentrists

Il nenonato partito “Blu e Bianco”

I più critici sono stati gli esponenti del nuovo partito di centro Kahol Lavan (Blu e Bianco), nato fra dall’alleanza fra l’ex generale Benny Gantz e l’ex star della televisione Yair Lapid. Per la candidata Pnina Tamano-Shata lo spot «aiuta lo sciovinismo maschile e quelli che vedono le donne come oggetti di bellezza e nient’altro».

Shaked ha replicato che c’è un eccesso «di correttezza politica nel dibattito: la gente dovrebbe prendersi meno sul serio».

Ayelet Shaked e Naftali Bennett

Ayelet Shaked e Naftali Bennett

Ma certo usare la parola fascismo in Israele, patria degli ebrei perseguitati e massacrati dalle ideologie razziste e ultra-nazionaliste, non è stata una idea felice. Sui social media si è aperta una discussione accesa, e non a suo favore, anche perché la Rete è la grande protagonista di questa fase della campagna elettorale per il voto del 9 aprile. Fino a due settimane prima delle elezioni sono proibiti gli spot in televisione, molto costosi, e gli spot elettorali vengono trasmessi principalmente sul web.

 (Stampa)

 

 

Condividi