“Fate eseguire la mia musica”
E si aprirono le porte
del leggendario Carnegie Hall

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Diciassette dicembre 2017 Carnegie Hall, New York City: una data e da segnare sul calendario del cuore e della Memoria. Le composizioni del maestro Aldo Finzi  eseguite all’interno di quello che possiamo considerare il luogo di culto per la musica classica, rappresentano l’epilogo di una vicenda umanan ed artistica fuori dal normale. Una di quelle tante storie che l’Olocausto non ha ancora raccontato fino in fondo. 

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Aldo Finzi nasce a Milano da antica famiglia mantovana appassionata di musica: una zia paterna fu celebre soprano, Giuseppina Finzi Magrini; ma non meno musicali furono gli ascendenti materni, dal nonno, droghiere in Vercelli ma valente flautista, allo zio, Marco Segrè, violino nell’ orchestra della Scala, che con i Quartetti Abbiate prima e Nastrucci poi, girò per il mondo e fu molto apprezzato da Pizzetti. Se da loro apprese i rudimenti dell’arte, proseguì poi da solo, autodidatta, e come privatista infatti si presentò nel 1920 all’ Accademia di S. Cecilia in Roma, che, in virtù di un rescritto pontificio del 18° secolo, poteva conferire il diploma in composizione.

Finzi era già autore di varie composizioni e scrisse per l’esame una “Sonata per violino e pianoforte”; fra le opere sue, liriche di cui solo sei superstiti, acquistate e pubblicate dai grandi editori come Sonzogno e Ricordi, pezzi per pianoforte fra cui, scritta in un momento di grazia, la romanticissima “Pavana”, pubblicata da Fantuzzi.

Conobbe il grande successo nel 1929 a Firenze con il poema sinfonico “Cirano di Bergerac”, eseguito dall’ Orchestra Stabile Fiorentina, diretta da Vittorio Gui, orchestra precorritrice del “Maggio”. Ne fu editore Ricordi, che pubblicò poi anche il poema sinfonico “L’ Infinito”. Altre sue composizioni: poemi sinfonici fra cui “Inni alla Notte”, “Sinfonia romana”, “Danza”, “Come all’ultimo suo…”. E anche compose un’opera lirica giocosa “La serenata al vento”, che, presentata al concorso indetto dalla Scala nel 1937 per un’opera nuova, ebbe la sorte di vincere il concorso ma di non poter essere eseguita per il sopravvenire delle leggi razziali (molti decenni dopo, l’opera fu pubblicata da Ricordi ed eseguita in prima mondiale al Donizetti di Bergamo).

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Carnegie Hall, New York City:

Ebbe Finzi molte traversie durante il vigore di tali leggi e poi, durante l’occupazione tedesca del 1943 – ’45: per impedire la cattura del figlio da parte delle S.S. italiane, ad esse si consegnò spontaneamente; riuscì col figlio a salvarsi e nel rifugio trovato scrisse, senza neppure l’ausilio di un pianoforte, il “Salmo per coro e orchestra” per ringraziare il Signore della protezione concessa.

Morì poco dopo – di crepacuore – a soli 48 anni dicendo ai suoi: “Fate eseguire la mia musica”. Mancavano due mesi alla liberazione: fu sepolto sotto falso nome.

Dopo decenni di oblio, colui che oggi è stato definito lo Strauss italiano – pur essendo un eclettico risentì delle tendenze dell’epoca fra cui appunto Strauss, che conobbe personalmente,  Debussy e Respighi su tutti – è oggetto di una riscoperta di amplissimo respiro e le musiche sono ormai state eseguite in quasi tutto il continente europeo, oltre che in USA, Canada, Panama, Messico, Israele, Giappone, Australia.

 

 

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