“Fuggire, convertirsi o morire”
Le tre scelte che sono concesse
ai cristiani del Burkina Faso

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di Giulio Meotti –

“Fuggire, convertirsi o morire”. Sono le tre scelte che i fondamentalisti islamici stanno dando ai cristiani del Burkina Faso. Un copione già collaudato per i nazareni di Mosul. E ha funzionato benissimo.

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Di 15.000 che erano, sono rimasti in 40. E poi in Siria. Come ha scritto l’ex ambasciatore israeliano all’Onu Ron Prosor, “nelle rovine delle città come Aleppo e Damasco, i cristiani che si rifiutavano a convertirsi all’islam venivano rapiti, giustiziati e decapitati dai ribelli islamisti”.

Questa dei cristiani perseguitati è una delle singole più importanti storie del nostro tempo. E quella che abbiamo meno raccontato e per cui ci siamo meno mossi. Anche per questo, a mio avviso, così rivelatrice dello stato pietoso dell’Occidente.

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