Fuori Gaza. Dentro Gaza

A Palestinian man watches the Gaza's power station in the central Gaza Strip, July 29, 2015. Palestinian energy officials said the Palestinian territory's sole power plant will resume operations today after it shut its generators for more than a week due to a fuel shortage. Electricity is also supplied to the Gaza grid through power lines from Israel and Egypt. Gaza's power plant provides electricity to two-thirds of its population. Photo by Ashraf Amra

Gaza è sotto bombardamento israeliano, sono le 8:00 di sera e Rashid sta fumando uno spinello sul tetto della casa di famiglia. Ha appena ricevuto una notizia importante: ha vinto una borsa di studio per Londra, la via di fuga che stava aspettando. Iman, la sua sorella gemella, un’attivista molto rispettata per l’impegno sul campo, viene contattata dall’ala islamica del centro culturale che frequenta: le propongono di farsi esplodere in un attentato suicida.

Copertina libro Fuori da Gaza

Inizia così Fuori da Gaza, romanzo d’esordio della scrittrice anglo-palestinese, Selma Dabbagh, da poco uscito per l’editrice Il Sirente (pp. 372, Euro 18). Ambientato tra Gaza, Londra e il Golfo, il romanzo segue le vite di Rashid e Iman nel loro tentativo di costruirsi un futuro nel bel mezzo dell’occupazione, il fondamentalismo religioso e le divisioni tra le varie fazioni. Il padre dei due giovani, un ex esponente dell’Olp, vive in esilio in un Paese del Golfo.

La madre – con un passato segreto nei movimenti di lotta per la liberazione della Palestina – vive a Gaza, accudendo, Sabri, il primogenito, inchiodato a una sedia a rotelle dopo aver perso le gambe, la moglie e il loro figlioletto, saltati per aria in un attentato dinamitardo. La loro storia è quella di tanti palestinesi, incastrati in una vita infernale da cui ognuno cerca di uscirne come può.

MJaques_Gaza_07

Come i Mujahed, anche la famiglia della Dabbagh ha alle spalle una storia fatta di diaspora, politica e scelte scomode. Suo nonno fu più volte arrestato dai Britannici per le sue opinioni politiche. A soli dieci anni, suo padre è stato colpito da una granata gettata dai gruppi sionisti, portando i genitori a scegliere di lasciare Jaffa, dove vivevano, nel 1948.

Rifugiatisi in Siria, per poi trasferirsi in diverse parti del mondo, i familiari di Dabbagh ben rappresentano quindi il paradigma palestinese. Raccontare la storia dei Mujahed, una famiglia secolare – stretta fra un’Autorità ormai finita e gruppi religiosi con cui non si identificano – ha spiegato la stessa scrittrice nata in Scozia – significa raggiungere il più ampio numero di persone e spiegare loro cosa significhi vivere da palestinese.

Selma Dabbagh

Selma Dabbagh

Selma Dabbagh ha vissuto in Arabia Saudita, Kuwait, Francia e Bahrein e ha lavorato come avvocato per i diritti umani a Gerusalemme, Il Cairo e Londra.

Fuori da Gaza è il suo primo e acclamato romanzo, Guardian Books of the year per due anni consecutivi è stato tradotto in francese e arabo e sarà presentato dall’autrice l’11 e il 12 novembre prossimi al Book festival di Pisa; il 24 novembre al Festival Nues di Cagliari e il 26 novembre alla Libreria Griot di Roma.

(Ansamed)

Condividi