Gantz, mssion impossible?

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di Fiamma Nirenstein –

È con un gesto di perplessità e di un certo sconforto che la gente di Israele, anche quella che crede in lui, commenta il fatto che Benny Gantz, il capo di Blu e Bianco, il maggiore partito anti Netanyahu, si avvia a cercare di formare il governo dopo la rinuncia di Bibi. L’aitante ex capo di Stato maggiore adesso sarà in pista per i prossimi 28 giorni, ma il fatto è che se Netanyahu con 55 membri del parlamento su 120 a suo favore non ce l’ha fatta, è difficile che Gantz ce la possa fare con 44.

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Fiamma Nirenstein

I due partiti maggiori sono Blu e Bianco (32 seggi) e il Likud (31). Si ipotizza senza molto crederci, che Gantz intenda avviarsi a un governo di minoranza con l’appoggio esterno del Partito Unito arabo, di cui parecchi membri sono istituzionalmente contrari all’esistenza stessa dello Stato ebraico, o al contrario con l’appoggio Avigdor Lieberman, che è di destra: idee audaci e poco realistiche. Come mai Gantz per un mese abbia rifiutato la profferta di unità nazionale di Netanyahu, anche adesso sembra l’unica possibilità per Israele di tornare ad avere un governo e un primo ministro, sia pure, in questo caso, a rotazione è perché ha la speranza di veder sparire Netanyahu dall’orizzonte politico.

epa07495355 Israel's Prime Minister Benjamin Netanyahu (R) and his wife Sarah (L) gesture during a victory speech following the election in Tel Aviv, Israel, early 10 April 2019. Television predictions gave both Benjamin Netanyahu's Likud party and Benny Gantz's Blue and White party almost equal amount of Knesset seats in the Israeli general elections. Both candidates have claimed victory. EPA/JIM HOLLANDER

Benjamin Netanyahu

Bibi, nelle sue insistite ricerche, ha cercato ripetutamente di agganciarsi all’idea del presidente Rivlin di un governo di unità nazionale collegato all’attuale stato di cose, ovvero alla possibilità di un’incriminazione del primo ministro: un anno per Bibi, due per Gantz mentre si conclude il lavorio processuale, un altro per Netanyahu.

Ma non è andata. Forse, come ha scritto Amnon Lord, un celebre commentatore, Gantz sperava in una rivolta del Likud o nella decisione dell’incriminazione di Netanyahu.Ma se ora non ce la farà in 28 giorni, qualsiasi parlamentare può formare il governo se ha 61 firme. Difficile.

An Israeli flag is seen in the background as a man casts his ballot for the parliamentary election at a polling in the West Bank Jewish settlement of Ofra, north of Ramallah January 22, 2013. Israelis voted on Tuesday in an election that is expected to see Prime Minister Benjamin Netanyahu win a third term in office, pushing the Jewish state further to the right, away from peace with the Palestinians and towards a showdown with Iran. REUTERS/Baz Ratner (WEST BANK - Tags: POLITICS ELECTIONS TPX IMAGES OF THE DAY)

Israele al voto per la terza volta in un anno?

E allora? Di nuovo elezioni? È la soluzione che tutta Israele teme. Le terze in un anno? E poi? Le due forze che si fronteggiano sembrano stabilmente pari. Se Netanyahu scegliesse di uscire dalla scena, un governo di coalizione sarebbe facile. Ma perché dovrebbe farlo? Raccoglie la metà dei consensi del Paese e le voci sul dibattito in corso presso l’Avvocatura dello Stato parlano di una insistita inconsistenza dell’accusa di corruzione, quella per cui Bibi è accusato di aver cercato di convincere un sito di notizie ad avere un atteggiamento positivo su di lui. Gantz domani comincia una fatica sisifica, si vedrà.

 (Giornale)

 

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