Gaza e Cisgiordania in ginocchio
 Raddoppiato il tasso di povertà

Il 14 per cento delle famiglie in Cisgiordania viveva sotto la soglia di povertà già prima della pandemia. Oggi questa percentuale rischia di salire al 30 per cento a causa delle conseguenze economiche dell’emergenza. Come spiega Middle East Eye, la Striscia di Gaza e la Cisgiordania, che ospitano quasi cinque milioni di persone, sono state finora relativamente risparmiate dal virus, con soli tre morti su 450 contagi. Tuttavia l’Autorità Nazionale Palestinese (Anp) attraversa una crisi finanziaria che rischia di diventare “sempre più difficile” perché si sono ridotte le entrate e sono aumentate le spese sanitarie, si legge nell’ultimo rapporto della Banca mondiale.

Operai palestinesi in attesa al checkpoint per entrare in Israele

La Cisgiordania è stata messa particolarmente a dura prova a causa del divieto per i cittadini palestinesi di entrare in Israele per lavorare. La fine del lockdown in Cisgiordania, annunciata la scorsa settimana dall’Anp in anticipo rispetto alla data prevista del 5 giugno, è una prima soluzione al problema.

La riapertura ha permesso a 63mila palestinesi di attraversare i checkpoint e di andare a lavorare. Ma i confini della Striscia di Gaza sono ancora chiusi e in quell’area il tasso di povertà potrebbe salire dal 53 al 64 per cento a causa della pandemia.

Dopo una crescita minima registrata nel 2019, quest’anno l’economia palestinese è destinata a subire una contrazione stimata tra il 7,6 e l’11 per cento. “A questo punto, non è possibile dire quanto tempo servirà all’economia per riprendersi dalle conseguenze negative delle misure di contenimento”, afferma la Banca mondiale.

(Internazionale)

 

Condividi