Gaza, emergenza-Covid e sanitaria
I bambini muoiono: non sono curati
 Ma Hamas rifiuta gli aiuti degli Emirati

Il cargo con gli aiuti medici rifiutat

Hanno rifiutato a maggio due volte medicinali e aiuti medici anti Covid donati dagli emirati arabi arrivati con un cargo atterrato direttamente in Israele per guadagnare tempo e facilitare il trasporto.

Per la prima volta nella storia un aereo della Etihad Airways proveniente direttamente da Abu Dhabi era atterrato a Tel Aviv grazie allo speciale  coordinamento con le autorità israeliane. Evento straordinario perché mai era successo.  Ma è  bastata questa collaborazione umanitaria fra mondo arabo ed israeliani ad indurli due volte a rinunciare. Questa è la triste verità.(It)

 Nella striscia di Gaza — il territorio con la maggiore densità di popolazione nel mondo — la situazione sanitaria è al collasso. I bambini stanno morendo perché non possono essere curati fuori dalla striscia. Pochi giorni fa due neonati sono deceduti per mancanza di cure. Sono più di 50 i bambini malati di cancro che rischiano di perdere la vita perché non possono più accedere alle terapie oncologiche, interrotte a causa della crisi sanitaria per la pandemia. A denunciare questa drammatica situazione è un rapporto redatto da diverse ong attive sul terreno.

I bambini a Gaza — afferma il rapporto — stanno morendo «perché viene negata loro la possibilità di accedere all’assistenza sanitaria necessaria fuori dalla Striscia e altri moriranno se non verranno curati presto».

Il coordinamento tra le autorità palestinesi e israeliane si è interrotto a causa della pandemia e questo rende impossibile espletare le necessarie pratiche burocratiche. Inoltre, trattamenti più specifici come la chemioterapia e la radiologia, che necessitano di apparecchiature particPrima della pandemia di covid-I9 e dell’interruzione del coordinamento tra israeliani e palestinesi, una media di duemila persone al mese richiedevano assistenza sanitaria al di fuori di Gaza, un terzo delle quali per un trattamento contro il cancro.

Ad aprile il dato è precipitato a sole 159 richieste accettate, il numero più basso registrato in oltre un decennio. La maggior parte delle domande sono state rifiutate per motivi di sicurezza.

A maggio tra le domande che non sono state accettate cera quella di un bambino di 7 anni con immunodeficienza, ad alto rischio di complicanze da covid-19. Altri ventotto bambini non hanno ricevuto il permesso di lasciare Gaza per le cure. Le ong affermano che i funzionari palestinesi e israeliani «devono riprendere il coordinamento per le domande per i pazienti che lasciano Gaza e Israele deve immediatamente consentire ai bambini bisognosi di cure mediche urgenti di viaggiare dentro e fuori da Gaza, accompagnati da un genitore». A complicare le cose non c’è solo pandemia.

Oltre al blocco imposto da Israele sulla striscia, ci sono anche le recenti tensioni con Hamas, il movimento islamico che controlla il territorio palestinese dal giugno 2006. Ci sono poi le tensioni internazionali scatenate dal piano di pace proposto dall’amministrazione statunitense, che prevede ampie annessioni israeliane dei Territori palestinesi. olari, non sono al momento disponibili nel territorio palestinese.

(Osservatore Romano)

 

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