Germania, e l’antisemitismo
diventa “mobbing religioso”…

di Roberto Giardina –

E’ la proposta di legge più inutile e pericolosa escogitata dalla coalizione che ci governa, ha scritto la Berliner Zeitung. Se dovesse venire approvata la settimana prossima, per la polizia sarà quasi impossibile a Berlino svolgere il proprio lavoro. La Ladg, ai tedeschi piacciono le sigle, è la Landesantidiskimierunggesetz, la legge regionale anti discriminazione. Ogni cittadino che un domani venga anche solo semplicemente fermato da un agente potrà sostenere di essere perseguitato per il colore della pelle, per la religione, o perfino per la sua Weltanschauung, cioè per la sua visione del mondo o per la sua concezione della vita, questa è la spiegazione della Treccani.

Roberto Giardina

In altre parole, quando dovessero fermarmi perché vado troppo veloce o passo con il rosso, invece di pagare la multa, potrò sostenere che vengo perseguitato perché ho i capelli troppo lunghi, o sono rasato a zero, o banalmente perché sono straniero. Non basta. Non dovrò neppure provare quel che sostengo. Toccherà all’agente dimostrare di essere innocente.

Ed è previsto un nuovo ente municipale che appoggi le presunte vittime nel procedimento e, nel caso, garantisca un adeguato risarcimento. L’ennesima trovata della giunta rossoverde, tra socialdemocratici, ex comunisti della Linke e verdi, ha scritto il giornale, che non è affatto conservatore.

Come la legge sull’equo vengano tutelati gli ebrei. Pur di non usare il termine antisemitismo si preferisce parlare di mobbing religioso, e le aggressioni agli ebrei per strada vengono spesso registrate come normali violenze o risse tra passanti canone che ha, come previsto, bloccato il settore immobiliare e non ha aiutato chi cerca un appartamento in affitto.

È anche vero che tra le forze dell’ordine si nascondono elementi di estrema destra, ma a Berlino sembra meno che in altri Länder nella ex Ddr.

Ed è vero, che se vengo arrestato e maltrattato, è difficile trovare testimoni, ma legiferare che presentare le prove a discarico tocca al denunciato è anticostituzionale e contrario a ogni logica giuridica. Per eliminare le mele marce in divisa dovrebbero bastare i controlli interni.

Gurlitzpark

Certe zone di Berlino sono fuori controllo, e i clan arabi impongono il loro potere. A Gurlitzpark si spaccia droga liberamente, si è instaurato una sorta di porto franco dove gli spacciatori, tutti immigrati, fanno quello che vogliono.

Un domani, l’agente che oserà entrare nel parco verrà accusato di razzismo. Agli agenti viene consigliato di non reagire agli insulti rivolti soprattutto alle donne poliziotto. La giunta di Berlino si preoccupa della discriminazione razziale e religiosa però si arriva al paradosso che per non venire accusati di razzismo contro i musulmani, non vengano tutelati gli ebrei.

Jörk Radek

Pur di non usare il termine antisemitismo si preferisce parlare di mobbing religioso, e le aggressioni agli ebrei per strada vengono spesso registrate come normali violenze o risse tra passanti. La capitale tra le tradizionali violenze del primo maggio, le partite di calcio, le visite di stato, e cinquemila dimostrazioni all’anno di ogni colore, ha bisogno quasi ogni settimana dell’aiuto degli altri Länder che mandano rinforzi.

La polizia è di competenza delle regioni, come la scuola e la sanità. E Berlino è una città Stato, come Amburgo o Brema. «Una legge grottesca., ha denunciato Jörk Radek, presidente del sindacato federale della polizia, «tocca all’accusato dimostrare la propria innocenza». Amburgo, che ha un sindaco socialdemocratico, ha annunciato che non manderà più un solo uomo a Berlino. La Nord Renania Westfalia protesta: i nostri uomini e donne in divisa difendono la Costituzione e tutelano i cittadini, non possiamo tollerare che vengano accusati perché compiono il loro dovere.

Dirk Behrendt

La Sassonia Anhalt, all’est, ha annunciato che non aiuterà più la capitale. Il Baden-Württemberg, dove il premier è verde, prevede migliaia di vertenze, e ha invitato Berlino a essere ragionevole.

Il verde Dirk Behrendt, senatore per la giustizia nella capitale, si difende: il procedimento non sarà contro il singolo agente ma contro lo Stato. Non basta per rassicurare: se un agente viene denunciato non sarà costretto a pagare i danni, ma verrà sottoposto a un procedimento disciplinare, e se le denunce contro di lui sono frequenti ne risentirà la carriera o, al limite, potrà venire licenziato.

 

(Italia Oggi)

 

 

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