Germania, sottomissione di due asili
Mensa senza maiale per 300 bambini
per non scontentare due musulmane

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Lipsia, l’asilo «Rolando Toro»

  di Roberto Giardina –

Cosa amano mangiare i bambini in tutto il mondo? Patatine fritte e cotolette, pizza e polpette. Ma ci dovranno rinunciare all’asilo, in Germania. La Bild Zeitung pubblica con grande risalto, un titolo su tutta la prima pagina, la notizia che in due kindergarten di Lipsia, nell’ex Ddr, l’ex Germania comunista, il direttore ha vietato dal 15 luglio la carne di maiale per rispetto nei confronti di due piccole musulmane. II commento del popolare quotidiano (un milione e mezzo di copie) non è positivo: perché 300 kinder devono rinunciare alle loro pietanze preferite per la presenza di un paio di coetanei musulmani?

Roberto Giardina

Roberto Giardina

Una piccola minoranza si impone sulla stragrande maggioranza, conclude la Bild. Le proteste dei genitori hanno provocato l’intervento della polizia: un’auto staziona per prudenza davanti agli asili, a evitare incidenti. I due asili portano il nome di «Konfuzius» e di «Rolando Toro», ignoro chi sia, e penso che siano giustamente attenti al politically correct, ma la notizia servirà a incrementare l’insofferenza verso i nuovi venuti. Difficile affrontare il tema senza essere subito accusati di essere razzisti o buonisti.

Ma altri con più spirito democratico hanno suggerito di lasciar scegliere ai piccoli (ovviamente a padri e madri) quel che vogliono mangiare. È così difficile preparare una cotoletta di pollo insieme alla wienerschnitzel di maiale?

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Un anno, al «Gonzaga» di Palermo, fu obbligatorio frequentare anche il doposcuola, e quindi pranzare nella mensa scolastica. Un giorno la carne che mi venne servita era un grumo di grasso, e non la volli neanche assaggiare. Mi obbligarono a restare da solo nella vasta sala davanti al mio piatto per tre ore. II preside convocò mia madre per rimproverarle che io, a dieci anni, ero viziato. Lei rispose che mi capiva, e che il grasso faceva schifo anche a lei. Probabilmente, avrà usato un’altra espressione.

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Andare incontro alle preferenze religiose o dietetiche dei bambini, come si fa in alcuni kindergarten, non è semplice, a quanto leggo. Bisogna usare griglie diverse: una per i würstel di maiale e un’altra per il pollo, che non deve essere contaminato. Una griglia ancora per le verdure dei piccoli vegetariani. Senza dimenticare i vegani, che rifiutano, o sono obbligati a respingere, dolci con burro e miele. E così via. La notizia di Lipsia non è una novità. Da sette anni in diversi asili di Berlino è stata bandita la carne di maiale. E da diverso tempo nei centri della Ruhr, dove i piccoli musulmani sono spesso in maggioranza, o niente affatto una trascurabile minoranza. Vietato anche il kasseler, carne di maiale affumicata, le buletten, che sarebbero gli autentici hamburger, e naturalmente tutte le salsicce.

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Le amate patatine sono sospette: in Germania per friggere non si usa l’olio, ma il burro, vietato a vegetariani e vegani. In diversi asili è proibito portare dolci fatti in casa dalle mamme: i bambini se li scambiano, ma non si è sicuri sulle ricette. Si è usato sempre il malefico burro, e le gelatine in commercio contengono spesso grasso di maiale. Vietate dunque anche le caramelle gommose.

Ma la carne di maiale, aggiungono gli altri, dovrebbe essere bandita da tavola e non solo a scuola, perché non è sana. I suini sono imbottiti di antibiotici, sono troppo grassi, anche quella di pollo non è l’ideale. Meglio il vitello, che però è troppo caro.

Nella polemica, grazie ai miei ricordi scolastici, mi astengo. Una maestra d’asilo, o uno dei suoi rari colleghi maschi, a Berlino guadagna sui 2.500 euro, a volte perfino tremila. Badare ai piccoli è un duro lavoro, pensare al menù, un problema complicato, e penso che si meritino fino all’ultimo euro.

 (Italia Oggi)

 

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