Gerusalemme, 15 mila nuove case
Olp “Un sabotaggio ai negoziati”

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Israele intende costruire 15.000 nuove case a Gerusalemme est. Lo ha detto alla radio israeliana il ministro dell’edilizia Yoav Galant (del partito centrista ‘Kulanù) spiegando che il suo dicastero e il Comune di Gerusalemme stanno lavorando al piano da due anni con l’obiettivo di mettere in cantiere 25mila nuove abitazioni e di queste 15mila nella parte est della città.

Ex-general, and new Kulanu party member, Yoav Galant, speaks to students at the Hadassa College in Jerusalem, ahead of the upcoming Knesset elections, on January 20, 2015. Photo by Danielle Shitrit/Flash90  *** Local Caption *** ?????? 2015 ????? ????? ???? ???? ????  ???????? ??? ???? ????? ???? ????????

Yoav Galant

«Costruiremo – ha detto alla radio il ministro, riferito dai media – 10mila unità a Gerusalemme e circa 15mila nei confini municipali della città». L’annuncio – è stato ipotizzato – potrebbe essere diffuso nel Giorno di Gerusalemme, il 24 maggio, due giorni dopo il possibile arrivo di Donald Trump in Israele. Il presidente Usa – che si appresta ad incontrare il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmoud Abbas) a Washington nel loro primo appuntamento – ha più volte chiesto ad Israele di «contenersi» sugli insediamenti, sottolineando che «questi non aiutano la pace».

TO GO WITH AFP INTERVIEW BY MIKE SMITH Saeb Erekat, Secretary General of the Palestinian Liberation Organization (PLO), speaks during an interview with AFP at his office in Ramallah on November 23, 2015. Erekat, who has served as the Palestinians' chief negotiator, also stressed in the interview that he did not condone killings, but declined to outright condemn a wave of Palestinian attacks targeting Israelis. AFP PHOTO / ABBAS MOMANI / AFP / ABBAS MOMANI

Saeb Erekat

L’intenzione annunciata dal ministro Galant – che però non è stata commentata dai livelli politici più alti di Israele – è stata subito condannata dal segretario generale dell’Olp Saeb Erekat: «un deliberato sabotaggio – ha detto citato dai media – degli sforzi di riavviare i negoziati». «Tutti gli insediamenti nella Palestina occupata sono illegali per la legge internazionale. La Palestina continuerà a ricorrere alle organizzazioni internazionali per far ritenere Israele, la potenza occupante, colpevole per le sue gravi violazioni della legge internazionale».

(Ansa)

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