Gerusalemme solo andata
E il “ritorno”
lo prenda a quel posto…

Groupama FDJ cyclist France's Thibaut Pinot rides during the team's presentation in Jerusalem, Thursday, May 3, 2018. The Giro d'Italia, Tour of Italy cycling race is scheduled to start on Friday in Jerusalem. (ANSA/AP Photo/Ariel Schalit) [CopyrightNotice: Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved.]

di Andrea Marcenaro –

Ancora è in corso la pressione palestinista, così detta per dire di una complessa comunità araba la quale resta una via di mezzo tra ex giordani e non so, sui confini israeliani di Gaza.

Andrea Marcenaro 2

Andrea Marcenaro

E l’altro giorno Abu Mazen, via di mezzo tra Arafat e un Fantozzi coi miliardi, ha scelto il vestito del primo, vale a dire di una via di mezzo tra Himmler e Nasser. Ha estratto dalla kefiah la riedizione del Protocollo dei Savi di Sion, pubblicazione esemplare tra la mascalzonata e l’orrore. Altra via di mezzo: gli ebrei se la sono cercata, Hitler gliel’ha fatta trovare. Coi forni. Bon. Sopra tutto in quanto europei, poi come italiani, siamo evidentemente orgogliosi di essere rappresentati in tutto ciò dalla commissaria Mogherini.

epa06710387 Italian cyclist Alex Turrin of team Wilier Triestina â Selle Italia warms up along the walls of Jerusalem's old city before the start of the first stage of the Giro d'Italia cycling race, a 9.7km individual time trial in Jerusalem, Israel, 04 May 2018. EPA/ABIR SULTAN

Bar Refaeli 2

Bar Refaeli

La quale, via di mezzo lei stessa  tra il nulla e il magico incrocio tra Obama e D’Alema, non pronuncia parola se non sente Teheran. Della nostra impiegata in sintonia con l’Europa, noi siamo feri. Epperò, ci perdonerà, restiamo filosemiti inguaribili: gente fuori moda, povere vie di mezzo a nostra volta, tra tradizioni a perdere e tendenze a lucrare.

Ci piace perciò da morire, facciamola breve, che le biciclette del Giro d’Italia partano quest’anno da Israele. Prima tappa Gerusalemme, sede naturale delle prossime ambasciate, quindi a cronometro. Seconda in volata, sul lungomare di Tel Aviv, dove i bar sulla spiaggia, grazie alla mia amica Anita, fanno dei Negroni che levati. Terza tappa a Eilat, 229 chilometri in direzione del Mar Rosso, tagliando il Negev. Restiamo tutti una via di mezzo, questo è innegabile: tre frazioni semite, poi l’Italia. Sempre a pedalare. Quanto ci piace, comunque, che le tappe siano di sola andata perfino laggiù. E che il diritto al ritorno se lo pigli in quel posto.

  (Foglio)

 

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