Già scarcerato
l’ingegnere palestinese
che aiutava i terroristi

Wahid Abdallah al Bursh (C), a Palestinian engineer with the United Nations Development Programme (UNDP) whom Israel's Shin Bet security agency said had confessed to being recruited in 2014 to help Hamas is seen before a court hearing at Beersheba District Court in southern Israel, August 18, 2016. REUTERS/Amir Cohen

Wahid Abdullah al-Bursh, un ingegnere palestinese alle dipendenze del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (Undp) che ha lavorato dal 2003 nella striscia di Gaza alla ristrutturazione di edifici danneggiati in combattimento, e che era stato rinviato a giudizio lo scorso agosto con l’accusa d’aver abusato della sua posizione a vantaggio dell’organizzazione terroristica Hamas, è stato condannato a sette mesi di carcere dopo che ha patteggiato la pena in un tribunale israeliano.

E’ stato riconosciuto colpevole, fra l’altro, d’aver usato nel 2015 la sua autorità per trasferire 300 tonnellate di materiali da costruzione a Hamas, che le ha usate per scopi militari. Tenendo conto del periodo già trascorso in custodia da Bursh in attesa del verdetto, il tribunale ha determinato il suo rilascio nei prossimi giorni.

Danny Danon

Danny Danon

Commentando la vicenda, l’ambasciatore israeliano all’Onu Danny Danon ha detto: “E’ inammissibile che organizzazioni umanitarie incaricate di migliorare la vita dei civili vengano utilizzate per aiutare i terroristi. Continuiamo a chiedere alle Nazioni Unite di mettere all’opera rigorosi meccanismi di controllo per garantire che non vengano sfruttate da terroristi sanguinari il cui unico scopo è uccidere ebrei e distruggere lo stato di Israele.

Se l’Onu vuole davvero migliorare la vita degli abitanti di Gaza – ha concluso Danon – deve rimuovere ogni dipendente che lavora per Hamas e recidere tutti i legami con le organizzazioni che aiutano i terroristi”.

(Israele. net)

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