Gli amici nemici

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di Paolo Mastrolilli –

Trump ha appena salito le scale per entrare nel palazzo dell’Eliseo con Macron, quando il segretario di Stato Pompeo arriva a piedi dal cortile per unirsi all’incontro, passando davanti alla postazione dei giornalisti. Ne approfittiamo per chiedergli come mai non sia alla conferenza di Palermo sulla Libia, e lui risponde con un sorriso diplomatico, per non urtare l’ospite parigino o deludere l’alleato romano. Però ripete che appoggia l’iniziativa, nella speranza che sia un passo utile a favorire la stabilizzazione di una crisi di cui Washington non ha troppa voglia di occuparsi.

Paolo Mastrolilli xxxx

Paolo Mastrolilli

Questa è solo l’appendice italiana nella storia degli equivoci che sta al centro della visita del capo della Casa Bianca in Francia, per il centesimo anniversario della fine della Prima guerra mondiale. Inizio in salita Venerdì la visita era partita con il passo sbagliato, perché appena atterrato Trump aveva pubblicato un tweet in cui criticava Macron per aver suggerito la creazione di una difesa europea: «È un insulto. Gli alleati pensino prima a pagare gli arretrati alla Nato». Per tutta la serata i media francesi non avevano fatto altro che parlare di questo affronto, usandolo come prova della fine del presunto amore tra Emmanuel e Donald.

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Trump e Macron

L’attacco ha colpito così tanto che una portavoce dell’Eliseo è venuta in sala stampa prima ancora dell’arrivo dell’ospite americano, per cercare di chiarire l’equivoco: «Nell’intervista in cui diceva che l’Europa deve difendersi anche dagli Usa, il presidente si riferiva agli attacchi digitali che possono venire da chiunque, non dal governo. Sulla difesa abbiamo la stessa posizione, perché la forza suggerita non è concorrente alla Nato o agli Stati Uniti, ma punta a rafforzare l’alleanza attraverso maggiori investimenti nella difesa, come sollecita da tempo lo stesso Trump». Poco dopo, seduto nel palazzo dell’Eliseo, Macron ha rinforzato il concetto: «Gli Usa non chiedono all’Europa di finanziare la loro difesa, e altrettanto dovremmo fare noi, aumentando gli investimenti. Non in contrapposizione con Washington, ma nel quadro della nostra sovranità».

Trump allora ha annuito: «Vogliamo aiutare l’Europa, ma con equità. Siamo molto più vicini di quanto non sembri». I contrasti Per i media francesi, però, anche solo il linguaggio del corpo dimostra che la simpatia tra i due leader sta svanendo, per ragioni di sostanza.

Macron and his wife Brigitte with Trump and first lady Melania

Macron e Brigitte e Trump e Melania

Le cerimonie sono impostate sul multilateralismo, per evitare di ripetere gli orrori del secolo scorso, ma il capo della Casa Bianca ha appena detto di considerarsi un nazionalista, e salterà il forum sulla pace che Macron ha organizzato per domani. Ieri ha evitato anche l’omaggio previsto al cimitero americano di Belleau Wood, facendo infuriare chi lo accusa di aver usato invece le forze armate a scopi politici, mobilitandole contro le carovane dei migranti. Il tema dei commerci con l’Europa non è stato neppure citato nei comunicati ufficiali, ma è noto che il negoziato per definire i dettagli dell’intesa raggiunta con Junker allo scopo di evitare i dazi procede a rilento. E Poi c’è il caso Iran.

Ieri il leader turco Erdogan ha detto di aver consegnato le registrazioni dell’omicidio ad americani ed europei, e un primo segnale è arrivato dagli Usa, che secondo fonti francesi hanno sospeso l’assistenza per il rifornimento in volo degli aerei di Riad che colpiscono Sana’a. Washington non vuole dirlo, perché il rapporto con i sauditi resta fondamentale nella strategia per contenere l’Iran, ma qualcosa si muove. In generale poco, però, per aspettarsi il rilancio delle relazioni tra l’Europa e il presidente indebolito dalle lezioni midterm.

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