Gli smemorati di Glasgow
Allo stadio bandiere palestinesi
per tifare contro Israele

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di Giuseppe Crimaldi * –

La notizia risale a sabato, anche se viene battuta solo oggi dalle agenzie di stampa: “Sventolate sabato scorso sugli spalti dello stadio del Celtic bandiere palestinesi «per i caduti della strage d’Israele”.
Testo: “Non c’è ancora stata, complici le vacanze pasquali, una presa di posizione della Federcalcio scozzese dopo quanto accaduto sabato scorso in occasione della partita di campionato fra Celtic e Ross County. I tifosi della squadra di Glasgow hanno infatti intonato, nel corso del match, il coro «You’ll never walk alone» e sventolato 16 bandiere palestinesi per onorare, così hanno fatto sapere, «i caduti della strage di Gaza compiuta da Israele». L’incontro è stato vinto dai Boys, nomignolo con cui vengono chiamati i giocatori del Celtic, per 3-0. Non è la prima volta che i tifosi del Celtic esprimono solidarietà con il popolo palestinese contro l’ «occupazione del regime israeliano».

Britain Football Soccer - Celtic v Hapoel Be’er-Sheva - UEFA Champions League Qualifying Play-Off First Leg - Celtic Park - 17/8/16 Celtic fans hold up Palestine flags Action Images via Reuters / Russell Cheyne Livepic EDITORIAL USE ONLY.

Nell’agosto del 2016 in occasione della sfida dei preliminari di Champions League i supporter biancoverdi avevano accolto la squadra israeliana dell’Hapoel Beer Sheva riempiendo le gradinate del Celtic Park con centinaia di bandiere della Palestina. L’Uefa aveva aperto un procedimento disciplinare e poi condannato il club scozzese, espressione dei cattolici di Glasgow, a una multa “salata”. Nel dicembre scorso invece, nel corso della partita contro l’Hibernian, avevano esposto sugli spalti uno striscione di notevoli dimensioni con la scritta «Gerusalemme è Palestina, Vaffanculo Trump» in risposta al controverso discorso del presidente americano in cui sosteneva che Gerusalemme dovesse essere considerata la capitale d’Israele.
Nello stesso periodo la tifoseria del Celtic aveva organizzato una colletta a favore di profughi palestinesi, raccogliendo una cifra, 176mila sterline, pari a circa 200mila euro”.

FILE - In this Dec. 22, 1988 file photo, police and investigators look at what remains of the flight deck of Pan Am 103 on a field in Lockerbie, Scotland. President Barack Obama says he welcomes any additional information about what led to the decision to free the Lockerbie bomber from jail last year and send him home to Libya. The Obama administration has asked the governments of Scotland and Britain to review the decision to release Abdel Baset al-Megrahi. Oil giant BP has acknowledged that it urged the British government to sign a prisoner transfer agreement with Libya, but says it did not specifically discuss al-Megrahi's case. (AP Photo/File)

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Commento oltre a concedersi troppi boccali di birra, quei decerebrati dei tifosi del Celtic dimostrano di avere la memoria corta. O forse no: sono semplicemente in malafede.
In Scozia si verificò uno dei più terribili attentati terroristici. Era il 21 dicembre del 1988. Il volo Pan Am 103 della Pan American World Airways collegava l’aeroporto di Francoforte sul Meno con quello di Detroit, con scali all’aeroporto di Londra-Heathrow di Londra ed allo scalo di New York-JFK. Il velivolo, un Boeing 747-121 registrato con il codice N739PA e chiamato Clipper Maid of the Seas (Clipper Sirena dei Mari) che stava effettuando la seconda tratta da Londra a New York, esplose in volo in conseguenza della detonazione di un esplosivo al plastico sopra la cittadina di Lockerbie, nella regione di Dumfries e Galloway, in Scozia. La bomba era nascosta in una valigia Samsonite marrone che conteneva un registratore a cassette Toshiba mod. RT-SF16, messo dentro la sua scatola originale che conteneva al suo interno 400 grammi di esplosivo al plastico di brevetto cecoslovacco “Semtex”.

celtic2Nel disastro morirono 270 persone, 259 a bordo dell’aereo e 11 a terra, colpite dai rottami del velivolo. La Fatal Accident Inquiry concluse che quando la cabina di pilotaggio si staccò, la decompressione strappò la maggior parte dei vestiti dei passeggeri e trasformò oggetti come il carrello delle vivande in proiettili. I gas all’interno dei corpi dei passeggeri aumentarono il loro volume di 4 volte.

Le persone non sedute o adeguatamente assicurate ai propri sedili vennero sbalzate fuori dalla cabina ad una temperatura di -46 °C, e la loro caduta di 9 km durò circa 2 minuti. Molti passeggeri rimasero all’interno dell’aereo grazie alle cinture di sicurezza, fino allo schianto a Lockerbie.
Ad aggiungere ulteriore drammaticità all’evento furono le considerazioni del dottor Eckert, incaricato delle autopsie. Egli ritenne che i membri dell’equipaggio e 147 passeggeri sopravvissero all’esplosione a bordo, nonostante l’enorme decompressione, e arrivarono al suolo vivi.
La maggioranza delle vittime (189) era di nazionalità statunitense. Nel 1991, dopo tre anni di indagini, fu scoperto il colpevole dell’attentato: Abd el-Basset Ali al-Megrahi, che aveva agito per conto del governo libico. In quel periodo la Libia agiva in nome e per conto di Yasser Arafat e della sua organizzazione di demoni, l’Olp. Mani insanguinate. Ma non è tutto.

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Muammar Gheddafi

Il Mandante di quell’attentato è sempre stato considerato il Colonnello Muammar Gheddafi e l’agente libico Abdelbaset al Megrahi uno degli esecutori materiali. Orbene, nell’agosto del 2009 Abdelbaset al Megrahi detenuto in carcere in Gran Bretagna è stato scarcerato. Ufficialmente per motivi di salute. Furono inutili tutte le proteste del Presidente degli USA Obama, visto che quasi tutte le vittime erano statunitensi. La Gran Bretagna si appellò alla “compassione”.
Nel frattempo cosa era successo? Il Colonnello era passato dalla parte dell’Occidente, avviando il suo sdoganamento ufficiale in tutta Europa e tutti i Paesi Occidentali si contendevano lo sfruttamento delle immense riserve di gas e petrolio della Libia. Anche l’Inghilterra reclamava la sua parte, abbastanza infastidita dall’iparattivismo italiano. Ecco che la liberazione di Abdelbaset al Megrahi, ritenuto un eroe in Libia viene messa sul piatto.

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Abdelbaset al Megrahi

Seif al Islam, il figlio di Gheddafi, aveva confermato che in tutte le trattative il dossier Al Megrahi è stato uno degli argomenti discussi con le controparti britanniche. Secondo gli analisti britannici il rilascio di Al Megrahi costituiva un «regalo» per il quarantesimo anniversario dell’ascesa al potere del raìs.
Conclusione  Oggi i tifosi di una delle più importanti squadre di calcio scozzesi – il Celtic Glasgow – inneggiano alla Palestina e puntano l’indice contro Israele. Una storia che si ripete. L’Europa, immersa nelle acque fetide di un pantano che sventola la bandiera del terrorismo – ieri palestinese, oggi iraniano – ci ha abituato a simili vergogne. Quei decerebrati che hanno inneggiato contro l’unico Paese mediorientale che vive di democrazia e diritto forse nemmeno sanno la storia di Lockerbie, e in nome di quale orrore si sia consumata la strage. Complimenti. Poi ancora ci sorprendiamo di Corbin e dell’antisemitismo dei laburisti britannici?

*Vicepresidente nazionale Federazione associazioni Italia-Israele

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Giuseppe Crimaldi

Giuseppe Crimaldi

Giuseppe Crimaldi, giornalista