Gli “untori dell’odio”

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di Laura Malchiodi –

In pochi mesi, un virus, un nemico invisibile e subdolo, ha messo in ginocchio il mondo intero e tutti siamo consapevoli che rialzarci sarà davvero dura e difficile.  Improvvisamente, questo flagello ci ha sbattuto in faccia la nostra fragilità, i limiti della scienza e della medicina, ci ha strappati dalla nostra vita relativamente tranquilla, dalle nostre abitudini rassicuranti e ci siamo ritrovati a dover affrontare quotidianamente perdite di amici e a dover far scorrere i nomi dei  nostri concittadini che non ce l’hanno fatta, nell’egoistica speranza di non trovare tra loro volti familiari… Ma neppure la tragedia del Coronavirus è stata in grado di frenare uno dei virus più antichi e aggressivi del mondo: l’antisemitismo.  E così siamo ripiombati nel Medio Evo, con due fake news nate in quel periodo e ora riproposte.

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Dal 1588 al 1965 ogni anno, il 24 marzo, si celebrava a Trento “la passione di san Simone”, bimbo di due anni, che la volontà popolare di allora volle credere fosse stato “trucidato crudelmente dai Giudei”.  Quel bambino, scomparso la sera del 23 marzo 1475 e ritrovato morto la domenica di Pasqua, era diventato l’emblema della malvagità degli ebrei e questa fake news, inizialmente timidamente ostacolata dal pontefice di allora, alla fine venne accolta dalla Chiesa e giustificò le persecuzioni che avevano colpito gli comunità ebraiche.

Quest’anno, proprio il 24 marzo, con l’arrogante noncuranza di quanto ammesso e stabilito nel 1965 dalla Chiesa, con il Concilio Vaticano II, Giovanni Gasparro, giovane e noto pittore barese, ha deciso di pubblicare una sua opera, che riprodurrebbe la menzogna del martirio di Simonino per mano degli ebrei.

Le immagini e i dettagli da lui esaltati, fanno davvero invidia alle caricature antisemite naziste e medievali. E mentre quest’opera dai caratteri violentemente antisemiti si fa propaganda, nella quasi totale indifferenza del mondo cattolico ed ebraico, ecco che in Turchia si ripropone la leggenda secondo la quale l’attuale Coronavirus sarebbe stato voluto dagli ebrei sionisti.  Vogliono quindi attribuire a loro la responsabilità di questo flagello, esattamente come venne attribuita a loro la responsabilità della peste nel 1348.

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Anche allora, quando nessuno era in grado di capire l’origine di quella pandemia che aveva colpito l’intero continente europeo, molti pensarono alla peste nera come ad una punizione divina per punire l’umanità dei suoi molti peccati, ma molti altri incolparono gli ebrei accusandoli di ‘untura’ e intere comunità ebraiche vennero così perseguitate e decimate, in particolare modo a Barcellona, a Stoccarda, a Strasburgo, ecc.

Questi moderni antisemiti non devono neppure forzare la loro fantasia per alimentare odio, gettando fango sul popolo ebraico. A loro basta rispolverare negli archivi di una passato che, a quanto pare, non ha ancora finito di fare danni.  E oggi, come allora, alla violenza di certe subdole e false accuse, rispondiamo ancora con l’indifferenza.  Evidentemente dalla storia hanno imparato molto di più loro, gli ‘untori’ dell’odio, di noi.

 

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