Golan, una notte di guerra
L’operazione House of Cards
vissuta a casa Laskart

 

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di Yossy Raav –

Ci sono posti nei quali non è necessario dichiarare guerra. La guerra c’è già, accompagna tutti i gesti quotidiani della vita. Come ad Elrom, a pochi chilometri dal confine con la Siria dove abita la famiglia Thierry Laskart, una guida turistica del Golan e membro del team locale di sicurezza.

“Mercoledì abbiamo vissuto una notte molto intensa. Le sirene risuonavano in tutte le alture del Golan Da quale parte vicino al confine membri della Guardia rivoluzionaria iraniana avevano lanciato dei razzi contro Israele. Dopo mezzanotte – racconta Laskart – ho ricevuto un messaggio tramite l’app di “avviso del Comando” di predisporre tutte le procedure di sicurezza e di trasferire la famiglia nella stanza protetta della casa.”

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Un osservatore dell’Onu al confine siriano dalle alture del Golan

Nella notte è scattata allora l’operazione denominata House of Cards. “Chiunque abbia sparato su quel BM-21 ha innescato una forte rappresaglia da parte di Israele e ha dato all’IDF il pretesto per distruggere ogni posizione iraniana tra qui e Damasco”, dice Laskart. Le azioni sono continuate senza sosta, una dopo l’altra.  I più grandi attacchi alla Siria dalla guerra del 1973.

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