Golda, l’illuminata

di Vittorio Robiati Bendaud –

Il tre maggio ricorreva la data del compleanno di Golda Meir, donna di indiscusse doti e capacità, un esempio per tutti.  Un occasione per ricordarla che non ho voluto perdere. «Ha capelli grigi e ricciuti. Un viso stanco e grinzoso, un corpo pesante sorretto da gambe gonfie, malferme, di piombo. Come mia madre, ha quell’aspetto da massaia ossessionata dalla pulizia. Perché, capisci, sono donne che non usano più. E la cui ricchezza consiste in una semplicità disarmante, una modestia irritante, una saggezza che viene dall’aver sgobbato tutta la vita».  Così la descrisse Oriana Fallaci.

Vittorio R. Bendaud

Il suo vero nome era Golda Mabovič e il cognome Meir, un cognome più “ebraico”, che significa “illuminato”, le fu imposto da Ben Gurion, con il quale peraltro litigava spesso e che soleva anche ripeterle, riferendosi alla sua straordinaria grinta: «Sei il miglior uomo del mio governo». In una lettera, Ben Gurion le scrisse:  «Sei la solita vecchia puttana corrotta». Lei rispose: «Vecchia è vero, puttana non più delle altre, corrotta mai».

Mi piace ricordarla con con alcune tra le sue citazioni più conosciute:«Abbiamo sempre detto che nella nostra guerra con gli arabi avevamo un arma segreta: nessuna alternativa.»

«In ogni capitale europea esistono uffici di cosiddetti movimenti di liberazione e voi sapete benissimo che non si tratta di uffici innocui. Però non fate nulla contro di loro. Ve ne pentirete. Grazie alla vostra inerzia e alla vostra condiscendenza, il terrore si moltiplicherà e anche voi ne farete le spese.» dall’allegata intervista con Oriana Fallaci, novembre 1972

«Senta, anche noi durante la guerra di Indipendenza avevamo i nostri gruppi terroristici: lo Stem, la Irgun. E io li avversavo, li avversai sempre. Però nessuno di loro si macchiò mai delle infamie di cui gli arabi si macchiano con noi. Nessuno di loro mise mai bombe nei supermarket, o dinamite negli autobus dei bambini. Nessuno di loro provocò mai tragedie come quella di Monaco o di Lidda.» dall’ intervista con Oriana Fallaci, novembre 1972

Moshe Dayan e Golda Meir

«O arabi, noi vi potremmo un giorno perdonare per aver ucciso i nostri figli, ma non vi perdoneremo mai per averci costretto ad uccidere i vostri.»«La pace arriverà quando gli arabi ameranno più i loro bambini di quanto odino noi.» «Lasciatemi dire una cosa che ho contro Mosè. Ci ha portato per quarant’anni in giro per il deserto per condurci all’unico posto nel Medio Oriente che non ha petrolio.»

«Non fare l’umile. Non sei poi così grande…»  (Parlando di Moshe Dayan)

«L’America che ho conosciuto io è un posto dove gli uomini a cavallo proteggono il corteo di lavoratori. La Russia che ho conosciuto io, è un posto dove gli uomini a cavallo massacrano i giovani socialisti e gli ebrei». Era tra i signatari della proclamazione dello Stato di Israele (1948).

Nel 1966, stanca e malata, si dimise da ministro degli esteri, per tornare inaspettatamente due anni più tardi come primo ministro. Negli anni del suo mandato, rafforzò l’alleanza con gli Stati Uniti (Paese che amava molto e dove si rasferì con la famiglia, quando aveva 8 anni).

Nel 1972 dovette affrontare il massacro di Monaco, con l’uccisione degli atleti israeliani per mano di un commando di fedayn palestinesi di Settembre Nero. Gli undici atleti vennero picchiati, torturati, uno di loro fu anche evirato. Le fotografie che documentano le torture e i maltrattamenti subiti dagli atleti prima di essere uccisi,  sono state definite troppo cruente per essere mostrate al pubblico.

Gli 8 terroristi ottennero un aereo per lasciare Monaco: 5 di loro e un poliziotto morirono durante una sparatoria all’aeroporto con la polizia tedesca. Gli altri 3 terroristi furono arrestati ma rilasciati il 29 ottobre dello stesso anno nell’ambito della trattativa per il dirottamento sopra Zagabria di un aereo della Lufthansa.

Golda Meir mantenne la linea della fermezza e non entrò in trattative con i terroristi. In seguito autorizzò l’uccisione – per mano degli agenti del Mossad israeliano – di ciascuno dei responsabili della strage di Monaco, in quella che passerà alla storia come l’operazione “Collera di Dio”.

Nel 1973 Israele venne colto impreparato da un terribile attacco dalla Siria e dall’Egitto: la guerra dello Yom Kippur.  A causa delle polemiche che ne seguirono, Golda Meir si ritirò dalla politica nel 1973.

Tuttavia, quando il Presidente egiziano Muḥammad Anwar al-Sadat andò in Israele, quattro anni dopo la Guerra del Kippur,  a fare un discorso alla Knesset (il primo discorso di un leader arabo nel parlamento israeliano), prima di lasciare Israele, chiese di incontrare Golda Meir.  Dal filmato emerge la grande ammirazione e simpatia ch

 (Resto del Carlino)

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