Grande Fratello Corte Suprema
Appassionati dal “processo” a Bibi

di Davide Frattini –

 Com’era previsto i giudici della Corte Suprema hanno deciso di non intervenire nella disputa: Netanyahu potrà ricevere l’incarico di primo ministro, anche se è incriminato per corruzione. Le audizioni sono state trasmessa in diretta. Gli israeliani, dopo aver passato un mese e mezzo in casa, hanno preferito seguire le discussioni tra i giudici e gli avvocati sui grandi schermi allestiti nei parchi.

Davide Frattini

La Corte Suprema ha deciso di non intervenire, di permettere a Benjamin Netanyahu di formare il prossimo governo. L’opposizione aveva presentato una serie di petizioni per impedire l’intesa tra il leader della destra e l’ormai ex avversario Benny Gantz. Chiedeva che i giudici impedissero a un deputato incriminato (Netanyahu è in attesa di processo per corruzione, frode, abuso d’ufficio) di ricevere l’incarico di primo ministro: non esiste una legge per gestire il caso, non era mai successo nella Storia d’Israele.

 

Adesso i due politici devono sistemare gli ultimi dettagli, quello che si insedierà fra una settimana sarà il primo governo non di transizione in quasi due anni, gli israeliani hanno dovuto votare tre volte senza che le elezioni fornissero un risultato certo. Anche a marzo i due partiti principali e i loro blocchi di riferimento non erano riusciti a ottenere la maggioranza.

L’alleanza Blu Bianco guidata da Gantz si è spaccata dopo la decisione dell’ex capo di Stato Maggiore di accettare l’intesa con Netanyahu, durante gli oltre dodici mesi di campagna elettorale ininterrotta aveva promesso di non sedere mai al governo con il premier incriminato. Ancora una volta – dicono i suoi consiglieri – si è comportato da soldato e ha messo gli interessi di Israele davanti a tutto: l’unità nazionale serve a combattere l’emergenza sanitaria.

Anche se ormai Israele sta riducendo i limiti imposti alla popolazione per limitare la diffusione del Covid-19: riaprono i grandi centri commerciali, che per gli israeliani sono quasi una seconda casa; riaprono i mercati all’aperto, che rappresentano un secondo cortile collettivo. Cancellato anche il limite di 100 metri per gli spostamenti da casa, la gente può andare dove vuole senza dover fornire giustificazioni.

L’opposizione vuole continuare con le manifestazioni: il sindaco di Tel Aviv ha fatto appiccicare sulle pietre bianche di piazza Rabin, il centro delle proteste nella città e nel Paese, i cartelli che indicano gli spazi da rispettare tra un dimostrante e l’altro. Sopra c’è scritto: «Proteggendo la democrazia. Proteggendo la tua salute».

(Corriere della Sera)

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