Grazie Rai

gerusalemme, Tel Aviv e la capitale di Israele

diLaura Malchiodi

Scrivo in relazione alla sbalorditiva sentenza con la quale i giudici del tribunale di Roma avrebbero stabilito che Gerusalemme non è la capitale di Israele,  e lo hanno fatto motivando la decisione con una risoluzione adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, risoluzione altrettanto sbalorditiva visto che per la prima volta le Nazioni Unite si sono arrogate il diritto di decidere quale possa o non possa essere la capitale di uno Stato. La sentenza sarebbe quindi giustificata in quanto le risoluzioni ONU “costituirebbero diritto convenzionale direttamente applicabile nel nostro ordinamento”, ma non è così, perché le risoluzioni dell’Assemblea generale non hanno nessuna forza coercitiva, diversamente da quelle del Consiglio di sicurezza.

Leggo anche che i giudici avrebbero dichiarato che il diritto internazionale non riconosce Gerusalemme come capitale dello Stato di Israele.  Ma a quale norma del diritto internazionale si riferiscono?  E come può un giudice italiano disporre di norme di diritto pubblico internazionale, che sono riservate alla sovranità degli Stati?   Mi sembra evidente che questa sentenza sia entrata a gamba tesa in un territorio squisitamente politico, e che i giudici abbiano sentenziato su una materia che non è assolutamente di loro competenza.

Palazzo Rai viale Mazzini

Ritengo quindi estremamente importante e condivisibile la scelta della Rai di impugnare questa incredibile sentenza.  Anche in questa circostanza la Rai ha dimostrato, in qualità di servizio televisivo nazionale,  di operare a tutela della verità e della trasparenza dell’informazione pubblica, per offrire al pubblico italiano un’informazione indipendente e imparziale.  Grazie!

Era un atto dovuto, anche se sicuramente difficile, non solo per difendere i diritti dello Stato di Israele, ma perché con questa sentenza, i giudici di Roma avevano creato un precedente molto pericoloso, proprio per quanto concerne i diritti di ogni Stato sovrano. Credo infatti che non si possa accettare che l’interpretazione libera di un giudice di uno Stato possa mettere in discussione i diritti di un altro Stato sovrano, entrando in scelte politiche che non sono di sua competenza.

Ritengo quindi estremamente importante e condivisibile la scelta della Rai di impugnare questa incredibile sentenza.  Anche in questa circostanza la Rai ha dimostrato, in qualità di servizio televisivo nazionale,  di operare a tutela della verità e della trasparenza dell’informazione pubblica, per offrire al pubblico italiano un’informazione indipendente e imparziale.  Grazie!

Era un atto dovuto, anche se sicuramente difficile, non solo per difendere i diritti dello Stato di Israele, ma perché con questa sentenza, i giudici di Roma avevano creato un precedente molto pericoloso, proprio per quanto concerne i diritti di ogni Stato sovrano. Credo infatti che non si possa accettare che l’interpretazione libera di un giudice di uno Stato possa mettere in discussione i diritti di un altro Stato sovrano, entrando in scelte politiche che non sono di sua competenza.

Gerusalemme è la capitale d’Israele, lo è stata in passato ed è tornata ad esserlo dal 1948. A Gerusalemme ci sono gli edifici del governo e del Parlamento israeliani e sono grata alla Rai che ha puntualizzato una verità nota a tutti.

Troppo spesso la propaganda arabo palestinese ha cercato di negare i diritti e persino la storia d’Israele, con il sostegno anche di inaccettabili risoluzioni Onu e Unesco. Mi auguro che questo spiacevole incidente possa diventare l’occasione per poter ribadire in modo chiaro che il diritto internazionale non prevede in alcuna sua norma che Gerusalemme non possa essere la capitale di Israele, dato che la scelta della capitale da parte di uno Stato non necessita della conferma del diritto internazionale. Questa scelta rientra infatti tra le prerogative di ciascuno stato sovrano.  È una scelta politica, come scelta politica, e non di diritto, è il mancato riconoscimento della capitale da parte di altri Stati (Italia inclusa).

Sono lieta di aver ben riposto la mia fiducia nella Rai che, in qualità di servizio pubblico, ero certa avrebbe scelto di difendere la verità, non accettando in modo supino questa sentenza, ma facendo valere i diritti di Israele, in considerazione anche della mancanza di legittimazione del diritto rappresentato dai ricorrenti.

 

 

 

 

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