Hamas sepolta
da una valanga di risate

Riham al Kahlout

Riham al Kahlout

di Davide Frattini

Riham al Kahlout scherza su tutto tranne che sulla sua voglia di far ridere. I genitori l’hanno costretta a iscriversi alla facoltà di Legge, non credono nella carriera di comica, anche se i ruoli per una ragazza a Gaza non mancano: i fondamentalisti preferiscono vedere un uomo indossare la parrucca e il velo che una donna interpretare una donna.

di Davide Frattini

Davide Frattini

Così Riham a 19 anni affronta la paura del palcoscenico e quella degli oltranzisti. Hanno minacciato lei e la famiglia — che per ora la sostiene — l’accusa è quella di dare scandalo, una giovane da sola in mezzo a un gruppo di maschi. Sono gli altri attori di uno show satirico che da cinque anni viene trasmesso su YouTube, ha raggiunto quasi 100 mila abbonati e 17 milioni di visualizzazioni.

A Gaza dove i semafori sono sempre spenti dalla mancanza di elettricità e gli autisti accesi dalla frenesia del traffico, le barzellette sui vigili possono diventare perfide. A Gaza dove le famiglie vivono accalcate in poche stanze, un matrimonio combinato può trasformarsi in farsa amara perché i tre cugini vogliono sposare la stessa ragazza (e lei ha scelto un altro).

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Riham e poche altre — come Serine al Barkooni, 21 anni — hanno scelto di mettere in ridicolo la società maschilista che le circonda. In una scenetta è Riham la poliziotta (nella realtà non ne esistono) che non riesce a gestire l’incrocio perché tutti si fermano a guardarla, i colpi di clacson come apprezzamenti. «Quello che mi deprime di più — dice al domenicale britannico Observer — sono i commenti su YouTube. Quelli che mi attaccano non ammettono di essere sessisti e allora mi accusano di non saper recitare. “Mandatela a casa” scrivono. Io non mollo, il mio sogno è che le donne siano libere di essere quello che vogliono». Nella Striscia schiacciata tra Israele e il Mediterraneo, il mestiere di giullare è pericoloso anche per gli uomini. Adel Meshoukhi è stato arrestato l’11 gennaio, ogni giorno la madre si è presentata alla prigione di Ansar per chiedere che fosse rilasciato, l’hanno tenuto per due settimane. Quel filmato in cui per un minuto e mezzo Adel urla a squarciagola «elettricità, elettricità, elettricità…» per finire «basta con Hamas» è stato visto in poco tempo da 150 mila persone, troppe per i miliziani islamisti.

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Troppe e su una questione troppo sensibile: per mesi il gruppo al potere ha garantito solo tre ore di energia al giorno per i 2 milioni di abitanti. Per ragazze come Serine, laureata in Comunicazione all’Università Al Azhar, continuare a recitare è una forma di ribellione, voler impersonare l’umorismo nero che sbeffeggia la crisi economica e la miseria — a Gaza il 60 per cento dei giovani è disoccupato — è considerato vera insubordinazione. Il titolo del suo show «Nuvola estiva» ricorda i nomi in codice delle operazioni militari israeliane («Piombo fuso» è stata chiamata dai generali quella tra luglio e agosto del 2014) ma le critiche sono soprattutto per Hamas, l’organizzazione che spadroneggia nella Striscia da quando sette anni fa ha strappato il controllo all’Autorità palestinese. «Non sono pronta ad accettare — dice al giornale online Al Monitor — il ruolo tradizionale destinato alle donne, aspettare un marito che ti scelgono i genitori. Se interpretassi drammi, sarebbe più accettato dalla gente. Qui sono convinti che la satira guasti la femminilità».

    (Corriere della Sera)

 

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