Herling, la “kultura” della libertà

herling-kMHD--1280x960@Web

Gustaw Herling

di Pierluigi Battista –

Finalmente, si apre un’altra breccia nel muro di ignoranza, ostilità e conformismo che in Italia ha ostacolato la diffusione di un pensiero libero, l’attenzione per testimonianze inascoltate che avrebbero potuto far capire meglio le dinamiche e gli orrori dei totalitarismi del XX secolo.

Pierluigi Battista

Pierluigi Battista

Finalmente perché la decisione di pubblicare uno dei prestigiosi Meridiani della Mondadori dedicato alla figura e alle opere di Gustaw Herling suona come un risarcimento tardivo ma doveroso per uno scrittore polacco in esilio in Italia che ha vissuto in una nicchia intellettualmente fervida ma appartata senza che i suoi straordinari libri entrassero, come meritavano, di prepotenza nel dibattito culturale e politico italiano.

9788807817649_0_221_0_75

Chi avesse letto il suo «Un mondo a parte», affrancandosi da una inscalfibile pigrizia culturale e da una penosa soggezione ai diktat e alle omissioni della cultura mainstream, avrebbe trovato in largo anticipo i temi dell’Arcipelago Gulag di Solgenitsin. Invece «Un mondo a parte» è circolato come un «samizdat» semiclandestino e Herling, un intellettuale molto apprezzato da quel campione della libertà intellettuale che è stato Albert Camus, genero di Benedetto Croce per averne sposato la figlia Lidia, è restato un nome sconosciuti ai più.

Gustaw Herling

Gustaw Herling

Per due anni Herling, ai tempi del Patto Molotov-Ribbentrop che sanciva la divisione della Polonia tra le due dittature, è stato prigioniero dei campi di concentramento della Nkvd sovietica.

Poi, appena liberato, si è arruolato nella lotta antinazista con le truppe polacche agli ordini del generale Anders prendendo parte alla battaglia di Montecassino, poi è stato costretto a fuggire dal regime comunista di Varsavia: l’orrore dei totalitarismi Herling l’ha vissuto nella sua carne.

Gustaw Herling con la moglie Lidia Croce

Gustaw Herling con la moglie Lidia Croce

Ha collaborato a una rivista bellissima come «Tempo Presente» di Nicola Chiaromonte e Ignazio Silone. Trovava ascolto presso piccole ma agguerrite case editrici come l’Ancora di Napoli. A Parigi ha fondato la rivista «Kultura» per dare voce al vasto ma oppresso dissenso dell’Est.

Ma ancora nei suoi ultimi anni Herling ha conosciuto in Italia l’umiliazione della censura e si è visto rifiutare dall’Einaudi l’introduzione agli scritti di Varlam Šalamov non in linea con i canoni dell’ortodossia filocomunista. Ora finalmente i Meridiani Mondadori dedicati a Gustaw Herling, un campione della libertà.

(Corriere della Sera)

 

Condividi