I cattivi maestri imam

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di Alberto Giannoni   

C’è un ponte fra Milano e Istanbul. Nella (ex) laica Turchia, guidata dal leader islamico Recep Tayyp Erdogan, è caduto anche l’ultimo tabù. Con un pronunciamento del Diyanet, la massima autorità religiosa (e statale) del Paese, è stata ridotta l’età minima per sposarsi. «Giusto il matrimonio a 9 anni» ha titolato «La Stampa», dando conto della notizia comparsa sui quotidiani di opposizione turchi pochi giorni fa e confermata sul sito della stessa Diyanet.

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Alberto Giannoni

Secondo quanto riportato dal giornale «Sozcu», citato dalle agenzie, il matrimonio di bambine di 9 anni sarebbe stato addirittura definito «necessario» per evitare che le bambine vivano «relazioni illegittime».

Attualmente in Turchia il matrimonio è permesso per i minori di 18 anni solo in «circostanze del tutto eccezionali» e previo consenso dei genitori o del tutore legale o del giudice. L’ennesima prova di forza dell’islam oscurantista ha provocato grandi polemiche ed è stata seguita da varie ritrattazioni, mentre la nota esplicativa della legge islamica è scomparsa dal sito.

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Impossibile, però, cancellare il legame che lega la Diyanet ai musulmani di casa nostra, o meglio a una parte dei musulmani locali, quelli del Caim, il coordinamento dei centri islamici di Milano, Monza e Brianza. In rete è ancora reperibile, dal portale del Caim, un bando per le borse di studio destinate agli studi in Scienze islamiche.

Nel documento del 2015 si legge: «Il  Coordinamento delle associazioni islamiche di Milano, Monza e Brianza, in collaborazione con Diyanet, l’Agenzia per gli Affari religiosi della Turchia, mette a disposizione dei musulmani italiani cinque borse di studio per giovani che vogliano conseguire la laurea in Scienze islamiche».

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Osman Duran è da un anno alla guida del Caim

La Diyanet che ha dato il via libera all’abbassamento dell’età minima per il matrimonio, figura insomma come «garante» degli studi islamici degli imam milanesi. Tutti sanno quanto sia rilevante per i fedeli la figura degli imam, anche e soprattutto in Paesi non musulmani, e quanto sia importante la formazione di questi «sacerdoti» islamici. E chiaro dunque che inquieta l’accostamento fra importanti centri islamici milanesi e questo islam di Stato che in Turchia sostiene Erdogan. D’altra parte del Caim fa parte la turca Milli Gorus, sigla inserita in una black-list dell’antiterrorismo tedesco.

E il nuovo presidente del Caim, Osman Duran, arriva proprio da Milli Gorus, che a Milano ha sede in via Maderna. Dell’«addestramento» turco si era già parlato a suo tempo anche in Consiglio comunale, con Matteo Forte: «Legittimando il Caim e Milli Gorus – aveva detto – si permetterà che nei prossimi anni nei luoghi di culto su aree pubbliche del Comune ci saranno predicatori che certo, almeno a giudicare dalle parole di chi sarà chiamato a formarli, non promuoveranno il dialogo tra culture e fedi»

(Giornale)

 

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