I crociati

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di Ilan Brauner –

Mi trovo tra quattro castelli di crociati. Arsur, a sud, più in là c’è Jaffa  quattro chilometri a nord, poi Cesarea e ancora oltre c’è Atlit, Il Castello del Pellegrino. Osservo l’orizzonte e mi chiedo cosa possa aver spinto i cristiani europei in due secoli – ed esattamente dal 1096 al 1291 –  a partire per una avventura di un così massimo rischio e con costi economici personali tanto consistenti per la liberazione della Terra Santa.

Ilan Brauner

Ilan Brauner

Indulgenza, avventure, possedimenti e feudi? San Bernardo rispondeva: “Per riscattare Jerusalem, luogo sacro e riservato ai cristiani (anche se poi rifiutò sempre di salpare verso quei luoghi…). Spinti dai papi (il primo fu Urbano II), perché allora quei cavalieri si sono persi in crociate contro gli ebrei nella valle del Reno, contro Costantinopoli, contro i mongoli in Bulgaria ed Ungheria, e poi ancora contro Lisbona, contro Tunisia e Egitto?

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Perche la loro roccaforte era da Acri a Tripoli (Libano e Siria) e non sulla costa palestinese (terra di passaggio)?
Risulta che i musulmani concessero loro “gratis” Gerusalemme, ma loro si perdevano nelle lotte intestine su chi poi dovesse regnare sulla Città!  Orrendi furono i massacri – che fecero contare oltre 200mila morti – senza aver lasciato  nulla se non appunto quei magnifici castelli, e poi la totale egemonia araba-mamelucco-turca (con brevi passaggi mongoli). Oggi tutto è diverso, e la contesa è  ebraica-musulmana, non senza lo zampino, dopo 800 anni, della Santa Sede. E la speranza è una sola: che la storia non si ripeta!

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