I Giusti “ingiusti”

di Niram Ferretti –

Apprendiamo che alla Farnesina di cui oggi è titolare Luigi Di Maio (francamente stento ancora a crederlo) verrà cambiato il nome di un viale. Da “Viale del Ministero degli Esteri” esso diventrà “Viale dei Giusti della Farnesina”. Immediatamente mi sono domandato quali e quanti fossero i diplomatici o funzionari della Farnesina che si sono prodigati durante il fascismo a salvare gli ebrei. Nessuno, ovviamente, perchè all’epoca l’edificio, commissionato dal Partito Nazionale Fascista e che sarebbe dovuto diventare sede del partito non era adibito a Ministero degli Esteri.

Niram Ferretti

Ma allora perchè fare riferimento ai giusti, definizione ebraica data a chi si è prodigato per salvare le vite degli ebrei dalla Shoah nel contesto della Seconda guerra mondiale?

Ecco la risposta. I giusti oggi sono, secondo la nuova vulgata politically correct “i diplomatici italiani che si sono distinti in atti d’umanità durante le crisi internazionali, i genocidi e ogni situazione in cui i diritti fondamentali sono stati messi in discussione”.

Luigi di Maio in Israele

Apprendiamo anche della comprensibile soddisfazione, quasi estatica, di Gabriele Nissim, presidente di Gariwo: “La sindaca Raggi e il vicesindaco Bergamo hanno preso una decisione coraggiosa per la Capitale. Vorrei ringraziare anche la Farnesina e il ministro Di Maio per avere dato, insieme a noi, il via a questo importante progetto.

Con l’allargamento del concetto di Giusto dalla Shoah a ogni situazione di crisi umanitaria abbiamo innestato un percorso che nessuno aveva mai immaginato nel mondo. Rendendo omaggio in ogni situazione e in ogni epoca agli uomini migliori che difendono la dignità dell’uomo, possiamo ambire a far diventare l’Italia il paese messaggero della bellezza e della responsabilità. Siamo felici perché quando si accende la speranza nel mondo si dà senso alla vita e alla politica”.

Gabriele Nissim

Parole alate. “L’allargamento del concetto di Giusto”, giusto. Perchè riservarlo solo al contesto della Shoah? Ma, infondo, perchè fare della stessa Shoah qualcosa di particolare e unico?

Nella nuova religione laica della dignità dell’uomo e dei diritti umani, non c’è più distinzione tra popoli, esperienze storiche, contesti specifici, tutto si fonde in un’unica melassa sentimentale e indistinta dal nome Umanità.

E infondo, a pensarci bene, gli ebrei gassati durante la Shoah e i migranti morti in mare non sono la stessa cosa? Il parallelo è già stato istituito. Nel mondo senza confini e paratie dell’Umanità tutto è uno e ognuno è tutti e chi osa alzare l’indice e dire “Ma però…”, come avrebbe detto l’Amedeo Nazzari della Cena delle Beffe, “Peste lo colga!”.

 

 

 

 

 

 

 

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