I legami di Corbyn con Hamas
Il no dei Labour al piano Trump

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Sono giorni duri, questi, per il Labour di Jeremy Corbyn: si vota giovedì alle europee e la strategia dell’ambiguità sembra non aver affatto pagato. E’ per la Brexit, dice l’elettore laburista disilluso che darà (se lo darà) il voto ai partiti europeisti, forse proprio ai lib-dem resuscitati. E’ contro la Brexit, dice l’elettore laburista disilluso che darà il suo voto a chi non dà adito a dubbi, forse proprio al Brexit Party pigliatutto.

Jeremy Corbyn pictured at a meeting of Hamas extremists in March 2015, six months before he became Labour leader

Corbyn ha deciso di uscire dai negoziati con il governo May sulla Brexit, e questa è stata una mossa prevedibile e tattica: quel dialogo con i conservatori si stava tramutando in un veleno e già c’è poco da stare allegri, anche il contagio tossico dei Tory era troppo (i conservatori si stanno avvitando su loro stessi e non fanno campagna elettorale: sono al 10 per cento dei consensi, e sperano che i sondaggi si stiano sbagliando).

Nell’ambiguità di Corbyn però, ambiguità tattica e studiata perché lui è davvero convinto che per tenere insieme le due anime del partito e del paese sia necessario non scegliere, ci sono sempre dei punti fermi.

Jeremy Corbyn, Andy Slaughter, with Hamas officials Ahmad Attoun, Khaled Abu-Arafah, and Muhammad Totah . Khaled Abu-Arafah and Muhammad Totah

Jeremy Corbyn, con il quartier generale di Hamas nel 2015

Riguardano la politica estera, che è anche visione del mondo. Il Labour si è logorato (e anche ristretto) a causa delle accuse di antisemitismo: Corbyn ha fatto qualche dichiarazione più ferma, ma sempre general izzando e di fatto non ha curato nulla. Anche qui: non ha voluto farlo. Perché con tutta probabilità non lo considera un problema. Corbyn ha inviato un messaggio di solidarietà alla marcia che si è svolta a Londra (quattromila partecipanti) per celebrare il giorno della Nakba, “la catastrofe”, il dislocamento di 700 mila palestinesi quando nel 1948 fu creato lo stato di Israele. Il leader laburista ha ricevuto una lettera di ringraziamento da Hamas, il gruppo terroristico di Gaza che Corbyn aveva in passato definito “amico” (aveva poi rivisto l’espressione). “Abbiamo ricevuto con grande rispetto” il messaggio di Corbyn, ha scritto Hamas, e lo ringraziamo “per la sua posizione di principio nel rifiutare il cosiddetto Piano Trump per il medio oriente”. Dopo le polemiche, il portavoce di Corbyn ha ribadito: il leader laburista “è sempre stato solidale con il popolo palestinese. E’ la cosa giusta da fare”

 (Foglio)

 

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