I like di Aisha per l’Islam radicale

Aisha Silvia Romano

di Giovanni Giacalone –

Emergono elementi interessanti sul profilo Facebook di Silvia Romano, in particolare per quanto riguarda i cosiddetti “mi piace” cliccati dall’utente, soltanto 27, di cui 18 riconducibili ad ambito islamico, secondo un’analisi effettuata tra il 24 e il 27 maggio. Un aspetto interessante, visto che gli elementi non mostrano soltanto un interesse per l’Islam in generale, ma in particolare nei confronti di un islamismo politico ben noto in Italia e anche per alcuni predicatori radicali e controversi. Ma è bene procedere con ordine.

 

Giovanni Giacalone

Per prima cosa è presente un “like” nei confronti della pagina “Siamo fieri di essere musulmani”; fin qui nulla di strano se non fosse per il fatto che in questa pagina il contenuto religioso è mescolato con pesante propaganda filo-turca e violenti attacchi verbali contro il presidente egiziano Abdelfattah al-Sisi, contro Israele, contro i reali sauditi e contro Bashar al-Assad; un contenuto accompagnato spesso da teorie sconclusionate di stampo complottista come l’appartenenza al Mossad dell’ex leader dell’Isis, al-Baghdadi o di Bin Laden alla Cia con i rispettivi nomi di Simon Elliot e Tim Osman.

Di materiale raccolto ce n’è veramente tanto ed ecco alcuni esempi: un post del 23 aprile mostra il principe saudita Mohammad Bin Salaman al-Saud con sopra la scritta “Tu sei maledetto” e il commento “la famiglia maledetta saudita hanno aperto di tutto nella terra sacra dell’islam, locali notturni, club, pub, discoteche e cocktail bar concerti, festeggia Halloween e dicono che tutto halal..”

In un post del 22 maggio 2020 il presidente egiziano Al-Sisi viene accusato di aver distrutto 35 moschee ad Alessandria d’Egitto, con tanto di commento: “Allah l’altissimo dice: Chi è più ingiusto di chi impedisce che nelle moschee di Allah si menzioni il Suo nome e che, anzi, cerca di distruggerle? Per loro ci sarà ignominia in questa vita e un castigo terribile nell’altra”.

Accuse anche contro il presidente indiano Modi, definito “terrorista” e ancora contro al-Sisi e i regnanti sauditi ed emiratini, definiti “servi di Satana”, “maledetti” e “peggiori nemici dell’Islam”. Contenuti inquietanti anche contro il presidente americano Donald Trump: “annuncia agli ipocriti un castigo doloroso”.

Immancabile poi il riferimento al voler cancellare Israele dalla mappa con tanto di commento “Palestine. No Israele” ed una serie di post inneggianti al presidente turco Erdogan e all’ex presidente islamista egiziano Mohamed Morsy, definito “martire”.

Nouman Ali Khan,

Tornando ai like della Romano, compaiono Nouman Ali Khan, controverso predicatore accusato nel settembre del 2017 di molestie, conversazioni inappropriate con donne e abusi spirituali al punto che anche un comitato formato da leader islamici del Nord America si espresse contro Khan.

Zakir Naik,

Altra pagina che “piace” alla Romano è quella di Zakir Naik, apologeta del suprematismo islamista favorevole alle pene corporali nei confronti delle donne, ai rapporti sessuali con le “schiave” ed a cui è stato vietato l’ingresso in UK e Canada. I suoi sermoni sono tra l’altro stati vietati in diversi Paesi tra cui India e Bangladesh. Zakir Naik appare tra l’altro anche nella già citata pagina Facebook “Siamo fieri di essere musulmani” con tanto di scritta “La loro guerra contro l’Islam è destinata a fallire. Se l’Islam non fosse la vera religione di Allah, sarebbe già estinta”.

Zakir Naik,

Altro personaggio con tanto di “like” della Romano è Yusuf Estes, ex predicatore cristiano convertitosi all’Islam ed ora considerato un predicatore di odio vicino a Zakir Naik. Vi è poi il “like” alla pagina “Nquran”, sito di dottrina islamista di stampo salafita totalmente in arabo.

Lasciando i predicatori radicali e spostandosi verso gli altri “like”, emergono subito una serie di preferenze della Romano per l’islamismo politico italiano, in primis l’Associazione Islamica di Milano, null’altro che la moschea di Cascina Gobba, definita da Maher Kabakebbji, suocero di Sumaya Abdel Qader, “la moschea più vicina a casa tua”, durante un video-invito per recarsi in moschea fatto a Silvia pochi giorni dopo il suo rilascio.

Sumaya Abdel Qader è consigliere comunale del PD milanese ed è già finita al centro di polemiche per un suo precedente ruolo nella Fioe, riconosciuta dal magistrato Guido Salvini come gruppo collegato ai Fratelli Musulmani. Il marito della Abdel Qader, Abdallah Kabakebbjji, si era invece distinto per un suo post su Facebook dove scriveva di voler applicare allo Stato di Israele la procedura “Ctrl+Alt+ Canc”.

Yassine Lafram

Un’altra pagina che “piace” alla Romano è “Musulmani in Italia”, dove compaiono immagini di diversi personaggi legati all’ambito Ucoii, come il presidente Yassine Lafram, l’ex esponente del Caim Yassine Baradei, Aboulkheir Breigheche (imam di Trento, comparso in foto in moschea assieme a un gruppo di fedeli tra cui due jihadisti balcanici poi arruolati nell’Isis da Bilal Bosnic e che recentemente aveva difeso l’offensiva turcaa in Siria), ma anche Roberto Hamza Piccardo, ben noto anche per la sua apologia nei confronti della poligamia.

Tra gli altri “like” vi è poi quello alla pagina di Hind Lafram, stilista di moda islamica apprezzata dalla Boldrini nonché sorella del già citato presidente Ucoii Yassine Lafram ma anche due pagine di al-Jazeera, emittente televisiva del Qatar, considerata vicina alla Fratellanza Musulmana.

(Giornale)

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