I palestinesi torturati in carcere
potranno citare per danni AP
davanti ai tribunali israeliani

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Cinquantuno palestinesi che affermano d’essere stati torturati dalle forze di sicurezza dell’Autorità Palestinese potranno citare in giudizio per i danni l’Autorità Palestinese davanti a tribunali israeliani. Lo ha stabilito mercoledì la Corte distrettuale di Gerusalemme con una sentenza di 1.860 pagine basata su decine di testimonianze di diversi anni.

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La sentenza è senza precedenti in quanto riguarda cittadini palestinesi che cercano giustizia davanti a tribunali dell’occupante israeliano per i maltrattamenti subiti da parte delle forze di polizia dell’Autorità Palestinese.

 

L’Autorità Palestinese ha contestato la loro scelta con una serie di argomenti: ha negato che il suo personale abbia praticato qualunque tortura; ha sostenuto di avere il diritto di arrestare e mettere sotto pressione palestinesi che minacciano la sicurezza e gli interessi vitali dell’Autorità Palestinese collaborando con Israele; ha affermato che Israele non ha giurisdizione sui palestinesi in quanto cittadini dell’Autorità Palestinese.

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La Corte ha respinto queste tesi e in particolare ha sentenziato che, se è vero che questi palestinesi hanno collaborato con Israele contro il terrorismo, in base agli Accordi di Oslo l’Autorità Palestinese sarebbe tenuta a contribuire ai loro sforzi. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato che l’Autorità Palestinese non poteva trattare tali palestinesi come criminali, e tanto meno torturarli.

Inoltre, il tribunale ha rilevato che in molti casi l’Autorità Palestinese ha arrestato i palestinesi mentre si trovavano all’interno di Israele (e non nelle zone sotto giurisdizione dell’Autorità Palestinese) o addirittura arabi con cittadinanza israeliana. In entrambi i casi, la Corte ha affermato che, in base agli Accordi di Oslo, l’Autorità Palestinese non aveva il potere di arrestarli.

(Israelenet)

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