I percorsi ebraici di Milano

I percorsi ci sono. Basta accendere il motore della curiosità, impostare il navigatore e partire. Restandosene comodamente sul divano. La gestione della pandemia impone un contingentamento di tempie spazi spesso insopportabile, ma sa anche offrire opportunità. E questa, per chi voglia esplorare i territori dell’ebraismo, è certamente da non perdere. Si chiama “Percorsi ebraici” la XXI edizione della Giornata europea della Cultura ebraica in programma domenica prossima, 6 settembre.

E la manifestazione, la prima ai tempi del Covid, è proprio quello: un viaggio in streaming che bypassale restrizioni, partendo da un “campo base”, anzi due: la pagina Facebook Giornata Europea della Cultura Ebraica, e il sito della Comunità ebraica di Milano (www mosaicocem.it). Da lì sarà possibile scegliere cosa vedere e quando. Un evento di apertura è previsto sabato 5 alle 21, con lo spettacolo “L’Ebreo errante?” di Gioele Dix. P

oi il grosso della manifestazione impegnerà la domenica, tappa dopo tappa, a partire dalle 10.00, con gli interventi del presidente della Comunità, Milo Hasbani, del rabbino capo, rav Alfonso Arbib, e dell’assessore alla Cultura, Gadi Schoenheit. «Tra dirette e video streaming visiteremo i luoghi simbolo della presenza ebraica nella città di Milano – spiega Schoenheit -. A cominciare dal Memoriale della Shoah, con un intervento dello scrittore e giornalista Marco Belpoliti. Per continuare dal Giardino dei Giusti, con Gabriele Nissim, presidente di Gariwo. Quindi, alla Sinagoga Centrale, il concerto con gli orchestrali del Teatro alla Scala».

Nel pomeriggio vengono proposti cinque percorsi in contemporanea tra scienza, storia, teatro, religione e cucina (verranno ritrasmessi in settimana, quindi sarà possibile seguirli tutti).

Un’occhiata al programma della manifestazione   parla di una Comunità milanese che ha voglia di raccontarsi.

In particolare, un itinerario porterà sul palcoscenico (virtuale) le testimonianze dei tanti ebrei arrivati in città nel Secondo dopoguerra. Mentre il percorso storico coprirà una parabola millenaria, partendo dall’arte antichissima (e complicatissima) del Sofer (lo scriba che trascrive i rotoli della Torah) raccontata da rav Amedeo Spagnoletto, per arrivare a oggi con gli interventi di rav Alfonso Arbib e ClaudioVercelli su “Ebraismo e secolarizzazione”.

In questi mesi il “formato virtuale” è stato più volte collaudato dalla Comunità con molti cicli di conferenze. “Ovvio che incontrarsi, vedersi, è un’altra cosa – sottolinea Schoenheit – determina una tensione e una qualità di attenzione diverse.

Ma se non si può e non si deve, non resta che mettercela tutta per far funzionare la formula online”. Uno spettacolo in presenza è, comunque, in programma (nel pieno rispetto delle restrizioni, e quindi con posti limitati): è l’evento di chiusura, alle 20:30, ai Bagni Misteriosi, con “Kiez Parade”, festa concerto organizzato dai Giovani della Comunità.

  (Avvenire)

 

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