I profeti di sventura
e la “dignità palestinese”

im ages

di Noah Klieger –

Vi sono alcune cose che non riesco a capire. Ad esempio quando molti, compresi alcuni israeliani, sostengono che i passi del presidente americano contro i palestinesi danneggeranno Israele. Ma come, esattamente? “L’onore dei palestinesi non permetterà loro di arrendersi a Trump – spiegano – e alla fine il prezzo lo pagheranno anche gli israeliani”.

Noah-Klieger

Noah-Klieger

“L’onore dei palestinesi”? Cioè, le menzogne e gli inganni della loro propaganda e le loro bugie in tutti i negoziati, compreso lo sventurato accordo di Oslo che conferì  riconoscimento internazionale e premio Nobel per la pace a quel bugiardo compulsivo che era Yasser Arafat, che non aveva mai pensato veramente di rispettare quell’accordo, proprio come il suo successore Abu Mazen.

Abu Mezen

Yasser Arafat, Abu Mezen

Cioè, la loro istigazione contro Israele in tutto il mondo, compreso il continuo appello a tutte le istituzioni internazionali perché condannino e puniscano Israele. E per cosa, esattamente? Per aver cercato ripetutamente di arrivare a una accordo con loro, mentre loro respingevano ogni e qualsiasi proposta o piano che venisse loro proposto.

Un altro argomento è che le scelte di Trump causeranno disordini e caos sia per noi israeliani che per l’intero mondo arabo. “Un’altra intifada”, avvertono i profeti di sventura. Ma quando mai sono cessati i disordini? Sono passati trent’anni dalla prima intifada e diciotto anni dalla seconda intifada, quella delle stragi suicide. Nel frattempo le “sanguinose regole del gioco ” sono cambiate: oggi Israele è perfettamente in grado di sconfiggere le varie intifade, e i palestinesi lo sanno.

123938561-719e7647-4cfc-4463-a5b3-abf1622a728f

La guerra della Marcia del ritorno

Il mondo arabo, dal canto suo, è diviso e lacerato da conflitti interni. Ciascuno dei paesi musulmani è preso dai propri problemi, in patria e all’estero. E in ogni caso, il destino dei “fratelli” palestinesi non li ha mai veramente interessati quando non serviva ai loro interessi.

Ma oltre a tutto questo, quello che non capiscono i profeti di sventura è che il presidente palestinese non vuole arrivare a una soluzione che dia davvero uno stato al suo popolo. Perché mai Abu Mazen dovrebbe voler gestire un paese, con tutti i problemi e i mal di testa che comporta?

Pale

Da anni si gode tutti i vantaggi e gli onori di un capo di stato. Lui è già un presidente, dopotutto, e viene trattato come tale. Staziona nei migliori alberghi del mondo, incontra i leader di tutti i paesi e riceve ingenti somme di denaro, che in gran parte non raggiungono mai quelli della sua popolazione che ne avrebbero davvero bisogno. Ingenti fondi che gli permettono di erogare somme cospicue agli “eroi” (cioè agli assassini) detenuti nelle carceri israeliane e alle famiglie dei “martiri”. Che bisogno ha di uno stato, Abu Mazen? Cosa ha fatto, fino ad oggi, per procurare davvero uno stato al suo popolo? Ha mai detto “sì” a qualcosa?

4

Donald Trump

Ma adesso, con le recenti misure di Trump, Abu Mazen si trova a fronteggiare una vera calamità.

Da qualche tempo la maggior parte dei paesi arabi non trasferiscono più denaro, ma finora le varie agenzie delle Nazioni Unite, l’Unione Europea e soprattutto gli Stati Uniti hanno continuato a puntellare l’Autorità Palestinese, attraverso vari meccanismi, evitandone il tracollo.

Immagine-3-1

Netanyahu e Abu Mazen

Ora che i fondi Usa vengono meno, cosa farà il presidente di Ramallah? Continueranno, lui e i suoi sostenitori, a lamentare “la dignità palestinese offesa”, o inizieranno finalmente a guardare in faccia la realtà e capire che non possono boicottare la presidenza della prima superpotenza del mondo, e che devono ascoltare seriamente le iniziative avanzate dai suoi emissari? Capiranno che giocare la parte delle eterne vittime, anche se ha funzionato per decenni, non ha alcun effetto su uno come Trump? Si può facilmente immaginare che non lo capiranno.

(Ynet News)

 

Condividi