Iddo Netanyahu
“Israele è lo Stato-rifugio
per tutti i perseguitati”

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di Claudio Finelli –

L’universo complesso del mondo Israeliano, raccontato con il consueto acume ironico e la consueta vivacità, sono al centro del romanzo Itamar K di Iddo Netanyahu, pubblicato da Besa Editrice.

Il protagonista è un aspirante regista di cinema alla ricerca di fondi per realizzare il proprio film sulla vita di un giovane musicista. La difficoltà sta nel fatto che questo musicista è una figura molto controversa, una figura ritenuta “scorretta” , non mainstream, dall’opinione pubblica israeliana. Seguendo le vicende di itamar K, Netanyahu, mentre ci diverte, ci restituisce stranezze, paradossi e controsensi di una realtà sociale estremamente composita e variegata. A proposito della  natura complessa del mondo Israeliano, chiediamo a Netanyahu un proprio parere sull’estrema apertura del suo Paese verso i diritti e le esigenze della comunità Lgbt(Lesbian/Gay/Bsx/Trans).

Yoni, Cela, Bibi e Iddo Netanyahu

Yoni, Cela, Bibi e Iddo Netanyahu

Questo tipo di rispetto fa parte della tolleranza generale che  in Israele c’è per tutte le minoranze. Un fenomeno facilmente verificabile, malgrado Israele venga spesso accusata di essere un Paese razzista. Certamente, questo rispetto si deve al fatto che Israele è un Paese di migrazione,  un Paese che ospita e integra diverse etnie.

Di conseguenza, c’è tolleranza per usanze ed abitudini di tanti popoli Devo anche confessare che non ho mai pensato ad una domanda come quella che mi hai posto, perché il rispetto per le persone LGBT è una cosa naturale per me e, in genere, per tutti gli Israeliani.”

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La Storia del popolo ebraico ha reso forse Israele una sorta di Stato-rifugio per tutti i perseguitati?

“La definizione più appropriata per lo Stato d’Israele è quella di Stato-rifugio per tutta la popolazione ebraica dopo la diaspora.  Ma, effettivamente, si può interpretare anche in questa maniera “allargata” cioè come rifugio di tutti i perseguitati”.

 

 

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