Il buio oltre le menzogne
La guerra corre sul filo

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E’ la guerra che corre sui filo della energia elettrica. Le accuse e le minacce si sprecano. Una situazione ingarbugliata.  Un portavoce di Hamas ha  accusato della crisi i dirigenti dell’Autorità Palestinese sostenendo che si tratta di “una crisi artificiale a sfondo politico”. Ma poi, mentre continuano le proteste degli abitanti della striscia di Gaza per le gravi carenze nella fornitura di energia elettrica, Hamas ha minacciato di riprendere i lanci di razzi contro Israele. “Se vedremo messo in pericolo il nostro governo, ricominceremo a sparare contro Israele”.

Yoav Mordechai

Yoav Mordecha

Ma qual è la verità? “I capi di Hamas hanno 24 ore di elettricità al giorno mentre i residenti solo tre”, ha spiegato il Coordinatore delle attività governative israeliane nei Territori, Yoav Mordechai, in un’intervista all’agenzia di stampa palestinese Maan. “I fatti sono così, tutto il resto è speculazione”.  Mordechai ha spiegato che Israele fornisce regolarmente 122 megawatt di elettricità alla striscia di Gaza, e anche pochi giorni fa ha risolto un problema con una delle linee elettriche. Inoltre Mordechai ha aggiunto che l’Egitto e la centrale elettrica di Gaza forniscono ulteriori 80-90 megawatt.

A Palestinian family reads by candlelight, in Rafah, in the southern Gaza Strip,  20 January 2008. Gaza's only power plant, which provides 30 percent of the population's needs, shut down for lack of fuel tody after Israel tightened a blockade, despite warnings that the closure could spark a humanitarian crisis.  AFP PHOTO/ SAID KHATIB

“La verità inconfutabile è che Israele fornisce 350 milioni di litri di gasolio a Gaza attraverso i gasdotti Kerem Shalom, ed è disposto a raddoppiarli se l’Autorità Palestinese sarà in grado di gestirli finanziariamente. La causa primaria della crisi di energia elettrica a Gaza, ha concluso Mordechai, sono i leader di Hamas che “usano per esigenze personali i soldi che fanno pagare ai palestinesi per l’energia elettrica”.

Nel frattempo il Qatar ha accettato di pagare 12 milioni di dollari per il carburante della centrale elettrica della striscia di Gaza allo scopo di porre fine alla crisi delle forniture. Lo hanno riferito i mass-media locali

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