Il burattinaio

di Niram Ferretti –

Dunque no, non si può dire, ne avevamo già avuto sentore, che George Soros sarebbe un puppet master, un tessitore di fili e giocatore politico di primissimo piano nel finanziare gruppi e organizzazioni di sinistra e di estrema sinistra. Cosa del tutto evidente. E non si può perchè così facendo si rintuzzerebbero i presupposti antisemiti dell’ebreo cospiratore così cari ai Protocolli dei Savi Anziani di Sion.

Niram Ferretti

Il fatto è che George Soros, che con l’ebraismo, a parte la nascita, ha lo stesso rapporto che Trotzky aveva con il proprio, pari allo zero, incarna un archetipo, quello dell’ebreo ricchissimo e attivissimo nel promuovere una ben precisa agenda politica. Ha speso milioni di dollari nella campagna di Hillary Clinton e considera Donald Trump un Nemico da rimuovere.

Il cospirazionismo non c’entra nulla. Soros non ha mai fatto mistero dei propri programmi e intenti. E la costellazione delle ONG che compongono la sua Open Society Foundations è alla luce del sole.

John Kass

Però succede che se lo si critica, cala la mannaia. Così è avvenuto a John Kass, veterano e columnist di punta del Chicago Tribune, e retrocesso , dopo 23 anni, dalla seconda pagina, perchè ha osato scrivere:

“Le grandi città gestite da sindaci democratici, dove gli omicidi e le sparatorie delle bande sono fuori controllo e dove quelle che una volta erano vibranti zone downtown sono avviate a diventare città fantasma sono anche il luogo in cui il miliardario di sinistra George Soros ha speso milioni di dollari per fare eleggere come pubblici ministeri i guerrieri della giustizia sociale liberale. Rimodella il sistema giudiziario nell’America urbana, rimanendo sotto il radar”.

 

La decisione di retrocedere Kass è stata accolta con favore dal Jewish Legislative Caucus con questa motivazione: “Kass sa, come molti giornalisti sanno, che le teorie della cospirazione a tema Soros si sono moltiplicate tra i gruppi marginali di suprematisti bianchi e quello degli utenti di Tweeter. Kass era a conoscenza dell’ascesa dell’antisemitismo, ma non glie è importato”.

Chiaro no? Kass, uno dei più stimati giornalisti del Chicago Tribune dove lavora da 37 anni sarebbe un portatore d’acqua dei suprematisti bianchi, perchè ha osato associare il nome palindromico di Soros ai feudi democratici dove imperversa la violenza e la guerriglia urbana e che Soros ha copiosamente finanziato. Infondo, per il momento, gli è andata bene. E’ già tanto che non sia stato licenziato e accusato di essere un fan di Himmler.

 

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