Il Capitano Ansaldo
La Porta di Sion

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di Dror Eydar –

La Liguria è un’area importante che ha di per sé una storia antica, ma anche una storia condivisa con il popolo ebraico e con lo Stato di Israele. Da questi mari sono salpate le navi “Hannah Szenes” e “Eliyahu Golomb” alla volta della Terra di Israele, che portavano a bordo un carico di inestimabile valore: reduci di guerra, sopravvissuti alla Shoah, giovani idealisti aderenti ai movimenti giovanili, tutti ebrei che desideravano tornare a casa dopo un lungo esilio. A contribuire all’acquisto delle navi, era stata Ada Sereni, una ebrea italiana, che si era stabilita a Rehovot in Terra di Israele (dove negli ultimi anni ho vissuto anche io), e aveva deciso di aiutare gli ebrei a ritornare nella loro patria.

Dror Eydar 1

Dror Eydar

Le autorità britanniche si opponevano alla Aliyà degli ebrei, nonostante il Mandato assunto sulla Palestina, proprio non lontano da qui, a Sanremo nell’aprile 1920 (Mille Novecento Venti), fosse volto proprio a istituire un focolare nazionale del popolo ebraico nella sua antica terra.

Ada Sereni

Ada Sereni

Nemmeno dopo la Shoah, furono aperte le porte della Terra di Israele, e per questo gli ebrei erano trasferiti clandestinamente. Una delle figure che saranno per sempre ricordate, fu quella del capitano italiano, il Capitano Ansaldo, che mise a rischio sé stesso e il suo equipaggio in quelle operazioni. La nave “Hanna Szenes”, che era stata comprata in questa città, si era arenata nei pressi della costa di Nahariyah, il 25 dicembre 1945, e si era inclinata. Con il favore della notte, fecero scendere tutti i passeggeri e i combattenti a bordo, e lasciarono un cartello per le autorità britanniche, con su scritto:

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«La nave “Hannah Szenes” è sbarcata con l’aiuto della Haganàh ebraica. Questa nave sia sulle coste di Nahariya come una delle lapidi per i sei milioni di nostri fratelli e sorelle. Sia essa un attestato di disonore per il governo britannico».

Nathan Alterman

Nathan Alterman

Si narra che, nel corso dei festeggiamenti per il successo della operazione, il Capitano Ansaldo disse: «… Ricevete la nostra benedizione fraterna, a nome della nuova Italia, … Sebbene abbiamo ricevuto un compenso per il nostro lavoro, un compito così non si svolge soltanto per denaro. Questa nostra convinzione si è rafforzata ancor di più dopo aver visto chi trasportavamo: dei sopravvissuti alla morte. Anche voi avete il diritto di essere un popolo indipendente sulle sponde del Mediterraneo, questo mare grande, che deve essere anche un mare pacifico. Spero di ritornare qui da voi molte volte, ma non su una nave fatiscente, bensì su molte navi cariche di clandestini».

Il nostro poeta nazionale, Nathan Alterman, la cui poesia ho avuto l’onore di studiare, e su cui ho pubblicato un libro, – subito dopo l’accaduto, scrisse una poesia in risposta al Capitano Ansaldo, intitolata proprio “In risposta a un capitano italiano”. Così scrive, fra gli altri versi, Alterman:

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«Di questo nave, grigia, piccola,
si narrerà ancora in poesie e romanzi.
E di te, Capitano, Capitano, saranno
invidiosi molti altri capitani ancora.

L’impresa dei nostri ragazzi è avvolta nel segreto della notte,
ma la benediremo come il pane.
Hai visto infatti come dalle navi alla costa
portavano in spalla il loro popolo…

… verrà un giorno…

In cui ti racconteremo allora che le porte sono aperte
Già da tempo furono aperte, grazie a Dio,
e le ha aperte questo gruppo di giovani
che stava in acqua quella notte.

Lunga vita elle piccole navi, Capitano…
Lunga vita alle navi in cammino!»

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Fin qui Alterman. L’Ambasciata ha ricordato tutto questo due anni fa proprio qui in Liguria, con la serie di iniziative “La Spezia Porta di Sion”, promosse da Autorità di Sistema Orientale del Mar Ligure Orientale e dal Comune della Spezia, portando da Israele una speciale mostra fotografica che raccontava proprio le storie di quei profughi e della Aliyà Bet.

Ma il Capitano Ansaldo non è scomparso. Il suo spirito aleggia per tutta la Liguria, anche qui. Abbiamo qui molti capitani simili, che aiutano il popolo ebraico e il suo Stato. E allora, lunga vita alle navi in cammino, lunga vita a  tutti.

 

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