Il Circolo dell’Ipocrisia

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di Giuseppe Crimaldi –
Ci risiamo. Per dare un senso alla loro quotidiana ineffabilità, e nel consueto tentativo di demonizzare Israele (che novità!…), i signori dell’Onu se ne sono inventata un’altra. Una ne fanno e cento ne pensano, gli strapagati diplomatici del Palazzo di Vetro: ma questa volta non sappiamo davvero se ridere o piangere.

Che cosa è successo? Sette paesi europei hanno votato due risoluzioni dell’Onu che colpiscono duro Israele. Lo stato ebraico è l’unico paese ad essere stato condannato – udite udite – per violazioni dei diritti umani, e in buona sostanza per essere un “ostacolo” alle donne palestinesi.

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Allacciate le cinture di sicurezza, prima di continuare nella lettura: Una risoluzione del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite ha puntato il dito contro la sola nazione progredita e civile in uno scacchiere popolato da cinici cammellieri senza scrupoli sostenendo che quei cattivoni degli israeliani sono i soli, veri responsabili della condizione femminile palestinese.

Ovviamente, non una parola sulle responsabilità di Hamas e dei suoi sgherri: sul dichiarato disprezzo islamico verso le donne, sui mortificanti trattamenti loro riservati in tutto il mondo islamico, sulle lapidazioni delle adultere che ancora oggi insanguinano molti paesi maomettani eccetera eccetera.

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E così Francia, Olanda, Danimarca, Irlanda, Lussemburgo e Malta si sono unite a Cina, Russia, Iran e Venezuela nel sostenere le risoluzioni che condannano Gerusalemme . Solo Canada e Stati Uniti hanno votato contro. E dunque, come ha giustamente scritto Giulio Meotti sul “Foglio”,

Il mondo islamico con l’aiuto di alcuni paesi europei condanna Gerusalemme all’Onu per il trattamento delle donne palestinesi; salvo poi difendere – udite udite –  la Cina che “rieduca” i musulmani.  Tante le ragioni economiche dietro il voto islamico a favore di Pechino – ha scritto Meotti – ricordando come proprio la Cina sia il principale partner commerciale dell’Arabia Saudita e la nuova strategia della Via della Seta passi, guarda caso, da tanti di quei paesi.

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Giuseppe Crimaldi

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Giuseppe Crimaldi, giornalista