Il clamoroso dietrofront
di Capo Verde
Un ricatto anti Israele

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Capo Verde e Unione Europea

di Yossy Raav –

Quanto sia complicato cambiare le cose, gli schieramenti, le strategie, le politiche alle Nazioni Unite non è certo una novità. Ma per chi avesse ancora qualche dubbio, una minima speranza d’autonomia decisionale degli Stati, ecco rimbalzare la vicenda di Capo Verde, un piccolo gruppo di isole facente parte dell’arcipelago della Macaronesica nell’oceano Atlantico, ex  colonia portoghese tra il 1460 ed il 1975, che ha chiesto di aderire all’Unione Europea per il 97 di religione cristiana. Un Paese insomma che non a niente a che vedere con i Paesi arabi e con musulmani.

Jorge Carlos Fonseca e Ulisses Correia e Silva, rispettivamente il presidente e il primo ministro di Capo Verde, ...

Jorge Carlos Fonseca e il primo ministro Ulisses Correia e Silva

Qualche giorno fa Jorge Carlos Fonseca, presidente della Repubblica di Capo Verde, aveva annunciato che Capo Verde si sganciava dal fronte anti israeliano e che d’ora in poi avrebbero votato caso per caso.

Questa “apertura” era  scaturita da una serie di incontri di Fonseca con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nell’ambito della conferenza Ecowas dello scorso giugno, dove si era discusso di “questioni legate alla cooperazione tra i due paesi come l’agricoltura, l’energia, il turismo e la sicurezza” e di aver “ribadito il reciproco interesse per un rafforzamento dei rapporti”.

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Bene sono passati pochi giorni e si assiste ad un clamoroso passo indietro. Il presidente Fonseca ha, infatti, smentito di aver dato disposizione di non votare più in modo automatico contro Israele alle Nazioni Unite. “ La nostra Costituzione  considera il governo, e non il presidente, quale responsabile della politica estera, e che il governo “attribuisce la massima importanza alle relazioni internazionali di Capo Verde”.

Ma evidentemente sono frasi di circostanza. Secondo fonti diplomatiche di Gerusalemme citate dal Jerusalem Post, la marcia indietro di Fonesca è frutto di pressioni esercitate da paesi arabi che si oppongono con forza al rilancio delle relazioni fra Israele e Africa sub-sahariana.

 

 

 

 

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