Il Comune di Modena patrocina
un convegno su Israele
organizzato dal movimento Bds

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di Riccardo Ghezzi

A dir poco discutibile la scelta adottata dal comune di Modena, che ha deciso di patrocinare un evento che annovera tra gli organizzatori anche il movimento Bds (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni contro Israele) di Bologna, che anche nel capoluogo emiliano e nel resto della regione, come in altre parti d’Italia, si è distinto promuovendo iniziative e convegni spiccatamente antisionisti nella cosiddetta “settimana dell’apartheid israeliano” svoltasi in questi giorni.
Tale movimento figura infatti tra i promotori, assieme alla Cgil di Modena e ad altre associazioni, del convegno “Legalizzazione delle colonie israeliane nei territori palestinesi”.

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Riccardo Ghezz

Il convegno si terrà, come da locandina, la sera del 28 marzo presso la Sala degli Ulivi dell’Istituto Storico di Modena. Un evento assolutamente di parte, come si può desumere dalla presenza di relatori a senso unico: Moni Ovadia in collegamento video e poi l’ambasciatrice palestinese in Italia e i rappresentanti di associazioni come “Ebrei contro l’occupazione”, “Giuristi democratici” e “Amici dei prigionieri palestinesi”. “Prigionieri palestinesi, “occupazione”, concetti che contribuiscono a dare l’idea di una presa di posizione ben precisa contro Israele.

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Moni Ovadia

Ciò che stupisce è il patrocinio del Comune di Modena, che di fatto avalla non solo un convegno di parte e privo di qualsiasi forma di contraddittorio e pluralismo nel dibattito, ma soprattutto accetta di patrocinare una serata che annovera tra gli organizzatori un movimento che vorrebbe boicottare Israele.

imagesUna scelta molto grave, dettata, si spera, da scarsa attenzione. Qualora il Comune di Modena avesse deciso di concedere il patrocinio pur essendo a conoscenza che tra gli organizzatori figura il Movimento Bds Bologna, si tratterebbe di un grave atto di ostilità nei confronti di Israele da parte di una giunta comunale.
Il nostro auspicio, ovviamente, è che il Comune decida di ritirarlo evitando di avallare un dibattito così schierato e destinato a generare comprensibili polemiche, sia per chi figura tra gli organizzatori sia per la mancanza di pluralismo.

(L’Informale)

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