Il cormorano di Rafi

Rafi Yoeli

di Gabriele Beccaria

Il drone di Rafi Yoeli è un salto nel futuro prossimo: non è stato immaginato – come i suoi fratelli – per scattare foto o girare video e nemmeno per consegnare pacchi e regali. È la prima, e reale, auto volante: in grado di portare mezza tonnellata, l’equivalente di cinque persone, è la materializzazione di ciò che finora avevamo visto solo nei film e nei cartoon di gusto fantascientifico.

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Gabriele Beccaria

«Provate a immaginare questo veicolo, pilotato in remoto, che atterra in una strada in condizioni d’emergenza», ha detto Yoeli, descrivendo la sua creatura, battezzata «The Cormorant», cormorano. Grande all’incirca come un’auto tradizionale, decolla e atterra grazie ai rotori interni, simili per filosofia e funzionamento a quelli degli attuali mini-droni. E promette di avere la loro stessa maneggevolezza, molto maggiore di quella di un elicottero.

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Così dovrebbe muoversi in scioltezza sui cieli urbani, ma non solo. Alla Urban Aeronautics, in Israele, immaginano che l’auto dei cieli funzioni da mezzo di soccorso, dopo attentati o disastri naturali, e anche da veicolo di pronto impiego per portare commandos in luoghi altrimenti inaccessibili.

Sono passati 15 anni dai primi progetti realizzati al computer e ora «The Cormorant» si sta preparando al salto decisivo: dopo una serie di test, dovrà superare i severi standard della Federal Aviation Administration, l’ente statunitense per il volo, e poi imboccare la via della commercializzazione. L’anno potrebbe essere il 2020 e al momento la maggiore incognita dell’auto volante con passeggeri ma senza il pilota resta il prezzo: 14 milioni di dollari.

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